Ultimo aggiornamento  05 agosto 2020 21:41

Musk accelera su guida autonoma e nuovi siti.

Paolo Borgognone ·

Elon Musk dice adesso di voler arrivare per primo all’auto autonoma per davvero, quella di livello 5 che fa tutto da sola senza l’intervento umano: "Molto presto". Magari per fare un dispetto a quel "copione", come lo ha definito, di Jeff Bezos di Amazon che si è comprato la start up Voox e spera di realizzarla lui la driverless migliore. E accelera sui progetti di nuove fabbriche per i suoi mezzi – auto, camion, pickup – in ogni angolo del mondo: almeno tre. 

Auto robot a fine anno

“Sono convinto che la tecnologia per l’auto autonoma di livello 5, quello più alto, arriverà e credo che succederà molto presto. Confido che avremo a disposizione almeno la funzionalità di base per la fine del 2020”. Con queste parole – pronunciate in un messaggio di saluto per l’apertura del Waic (World Artificial Intelligence Conference) di Shanghai, Musk sembra pensarla diversamente da molti dei suoi concorrenti nella corsa all’auto robot. Anche i grandi investitori del settore – come lo spin off di Google Waymo e Uber – continuano lo sviluppo investendo miliardi di dollari, ma nessuno mette delle scadenze così ravvicinate. Anzi il “lockdown” per la pandemia di Covid-19 ha colpito anche questo settore che ha dovuto rallentare in tutto il mondo gli esperimenti su strada.

Musk invece accelera. Ad aprile ha annunciato che le auto Tesla dotate di Autopilot – che forniscono continuamente informazioni utili per sviluppare la tecnologia driverless – avevano superato i 5 miliardi di chilometri percorsi. Una cifra enorme: basti pensare che a gennaio 2020 Waymo - considerata da molti la punta di diamante della ricerca -  parlava di aver percorso su strada pubblica 32 milioni di chilometri.

Lo stesso Musk, nel 2018, aveva detto che per convincere le autorità della affidabilità dei sistemi di guida autonoma di livello 5 tanto da permetterne l’utilizzo senza restrizioni, sarebbero stati necessari 10 miliardi di chilometri di sperimentazione. Tesla, quindi, sarebbe a metà dell’opera e appare più vicina al traguardo di quanto non sia mai stata prima: anche se bisogna ricordare che il ceo nel 2015 aveva parlato di "vetture 100% autonome nel 2017", un processo poi rallentato anche da alcuni incidenti mortali in cui erano state coinvolte le Tesla con Autopiot, nel 2015 e ancora nel 2018. 

Le fabbriche esistenti

Per aumentare la produzione delle sue auto – autonome o meno – Musk aveva recentemente  detto che è vitale avere almeno un impianto in ogni continente così da essere “più vicino ai consumatori”, risparmiando sulle spese di trasporto e garantendosi anche una crescita equilibrata in ogni area del mondo.

Attualmente Tesla costruisce auto a Fremont, California e batterie nella Gigafactory del Nevada. A gennaio 2020 è partita anche la prima fabbrica cinese, la Giga Shanghai che dovrebbe, una volta a pieno regime, sfornare 500mila tra Model 3 e Model Y all’anno.

E le fabbriche in progetto

Una è in fase più avanzata, la Giga Berlin, la prima fabbrica in Europa, alle porte della capitale tedesca. Annunciato a fine 2019, l’impianto ha subito un ritardo a causa del coronavirus e solo a giugno 2020 si è iniziato a lavorare sul serio. La prospettiva è di vederlo funzionante a partire dal luglio 2021, per una produzione che dovrebbe ricalcare, quanto a numeri, quella di Shanghai.

La prossima dovrebbe essere negli Usa, che Musk ha già ribattezzato Giga Central U.S. L’impianto dovrebbe nascere a est delle Montagne rocciose e servire soprattutto la parte orientale degli Stati Uniti. Attualmente i siti in lizza sono due, Austin nel Texas e Tulsa in Oklahoma: anche in questo caso il Covid-19 – soprattutto nella seconda location attualmente al centro di un focolaio del virus – sta creando delle difficoltà, ma una decisione sembra essere vicina.

Tra Corea e Giappone

Su Twitter – rispondendo a un suo follower – Musk ha poi confermato l’intenzione di avere presto una nuova fabbrica anche in Asia, da affiancare a quella di Shanghai. “Probabilmente fuori dalla Cina” ha scritto il ceo. Anche qui si fanno speculazioni sul dove. Se però Tesla volesse costruire le auto non lontano dagli stabilimenti dei suoi fornitori di batterie questo restringerebbe il campo alla Corea del sud – dove i californiani collaborano con Lg Chem – e al Giappone, dove Panasonic ha un sito per gli accumulatori destinati a Tesla.

Chi sogna di avere un impianto tutto suo è la Gran Bretagna. Musk non ha mai ufficialmente parlato di questa eventualità e anzi ha indicato la Brexit come un possibile fattore di rischio vista la instabilità economica che l'uscita dalla Unione europea porterebbe con se, soprattutto in caso di mancato accordo. Ma in giugno il manager sudafricano avrebbe visitato una zona industriale nel Somerset e da più parti è stato confermato che il governo di Londra sarebbe in trattative con un investitore straniero per mettere in piedi uno stabilimento di auto elettriche nel Regno Unito per rifornire tutti i Paesi dove la guida è a destra. 

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