Ultimo aggiornamento  24 gennaio 2021 20:26

Le 10 vetture francesi “coup de foudre”.

Paolo Odinzov ·

In oltre cent'anni di storia, l'industria dell'auto francese ha saputo stupire, nel design come nell'innovazione. Ecco a nostro giudizio, elencate in ordine temporale, le 10 vetture francesi “coup de foudre”. A cominciare dalla Citroën DS, reputata dalle giurie di molti concorsi d’eleganza internazionali come l’auto più bella mai prodotta. O la rarissima Bugatti Type 57 Coupé Atlantic e la sportiva Facel Vega HK 500, che hanno rubato il cuore a personaggi celebri come lo stilista Ralph Lauren e il pittore Pablo Picasso. Passando per modelli più pop, ma a loro modo altrettanto unici e fascinosi, tra cui la Renault 4 e la Peugeot 205 GTI.

Citroën Traction Avant

Progettata da André Lefèbvre e disegnata da Flaminio Bertoni, è stata la prima auto prodotta in grande serie dotata di trazione anteriore, di qui il nome. Prodotta dal 1934 al 1957, ha dato origine a una serie di auto costruite su chassis differenti nella misura del passo, oltre che per il tipo di motore. Nella versione d’esordio montava un motore 4 cilindri in linea da 1.3 liti e 32 cavalli con i quali poteva raggiungere i 95 chilometri orari di velocità massima.

Citroën 2CV

La "deux chevaux", letteralmente “due cavalli” dalla valutazione dei cavalli fiscali in Francia, è stata prodotta dalla Citroën dal 1948 al 1990 in oltre 5 milioni di esemplari. Concepita nel dopoguerra come un mezzo minimalista ed economico, il progetto chiamato Tpv (Toute petite voiture) prevedeva un'auto dalll’avviamento a manovella o a corda che potesse essere in grado di trasportare due braccianti, 50 chili di patate e un paniere di uova attraverso un campo arato senza romperne uno. Nelle varie evoluzioni durante la sua lunga vita ha avuto anche una versione 4X4. Per molti, è stata uno status symbol.

Citroën DS

Progettata da André Lefèbvre e presentata nel 1955 al Salone dell’automobile di Parigi per sostituire la Traction Avant, la DS divenne subito un simbolo per la linea anticonformista, opera di Flaminio Bertoni. Caratterizzata dalla silhouette allungata a forma di squalo con linee tese all’indietro e la coda corta, fu subito ribattezzata come la “dea” giocando con la pronuncia del nome déesse, che in francese significa appunto dea, apprezzata dal pubblico non solo per l’estrema bellezza della linea ma anche per le tante innovazioni tecnologiche presenti a bordo. Prime fra tutte le sospensioni auto-livellanti idropneumatiche ideate da Paul Magès.

Facel Vega HK 500

Svelata al Salone di Parigi nel 1958 e prodotta in soli 490 esemplari è stata all’epoca una delle sportive lussuose più desiderate. Tra i possessori piloti come Stirling Moss, personaggi come Ringo Starr, Pablo Picasso, Ava Gardner, Tony Curtis e François Truffaut. Lunga poco meno di 4,60 metri, realizzata sullo stesso pianale (allungato) della FV3B, la Facel Vega HK 500 era caratterizzata nel design dalla altezza estremamente ridotta da terra (1,36 metri) e dal frontale segnato dai fari tondi doppi e sovrapposti. Sotto al cofano nascondeva nella versione più potente un motore un V8 di origine Chrysler da 6.2 litri da 390 cavalli che le permetteva di raggiungere i 235 chilometri orari di velocità massima e le fece guadagnare al tempo il titolo di "coupé a 4 posti più veloce del mondo".

Renault 4

Pensata e presentata nel 1961 come “l’automobile in blue jeans”, di lei scrisse Michele Serra che "sapeva di latta, di stoffa, di bulloni”. E ancora oggi quando si parla di “Errequattro” molti usano aggettivi umani per descrivere la vettura francese a testimonianza di come sia stata un’auto tanto amata e benvoluta dal pubblico, capace di catturare in 31 anni di vita oltre 8 milioni di clienti nel mondo. Caratterizzata da bassissimi costi di esercizio, uno spazio record e un comfort da categoria superiore, la R4 è stata la prima vettura a trazione anteriore della Renault, oltre ad essere anche la prima world car del costruttore prodotta o assemblata in 28 paesi del mondo: tra cui Australia, Sud Africa, Cile e Filippine.

Alpine A110

Nata nel 1962, la Alpine A110 è stata in assoluto il modello più famoso della Casa d’oltralpe di proprietà Renault, grazie agli innumerevoli successi sportivi in tutto il mondo che ne fecero anche una vettura scuola per numerosi aspiranti piloti tra cui il brasiliano Emerson Fittipaldi. Caratterizzata nello stile della carrozzeria in vetroresina dal frontale con i doppi fari carenati, oggi ripreso sulla riedizione moderna della vettura, nella versione più potente era equipaggiata con un motore da 1.5 litri della potenza fino 148 cavalli che le consentiva di raggiungere una i 215 chilometri orari di velocità massima e le fece vincere nel 1973 il Mondiale rally.

Renault 5 Turbo

Prodotta tra il 1980 e il 1985, si tratta della versione sportiva della Renault 5 progettata per essere impiegata anche nelle competizioni rally dove ha gareggiato e vinto alcune prove del Campionato del Mondo tra il 1981 e il 1986. Il prototipo della vettura, realizzato dalla Casa francese con la Bertone nel 1978, fu firmato nello stile da Marcello Gandini. Mentre la versione di serie è stata prodotta presso la carrozzeria Heuliez modificando il pianale della R5 in modo da alloggiare la meccanica. Era equipaggiata con 4 cilindri benzina di 1.4 litri, sovralimentato mediante turbocompressore Garrett e un intercooler aria-aria, collocato in posizione posteriore centrale longitudinale al posto del divano posteriore e capace di erogare 160 cavalli. Un motore grazie al quale la R5 Turbo divenne subito oggetto del desiderio del pubblico più sportivo, capace di farle raggiungere una velocità massima di 200 chilometri orari, accelerando da 0 a 100 in 6,5 secondi.

Peugeot 205 GTI

Prodotta dal 1984 al 1999, è stata una delle prime “piccole bombe”, quelle compatte sportive di segmento B nate sulla scia della Volkswagen Golf GTI che tra gli anni 80 e i primi anni 90 hanno stregato il pubblico più giovane, la cui erede in chiave attuale è la 208 GTI. All’esordio montava un motore benzina 1.6 da 115 cavalli, poi sostituito con un 1.9 da 130 cavalli. Da lei fu derivata, anche se basata su una meccanica completamente evoluta, la 205 Turbo 16: realizzata espressamente per le competizioni di rally, dotata di trazione integrale e con motore centrale da 1.8 litri sovralimentato in grado di erogare fino a 600 cavalli nelle versioni più estreme.

Bugatti Type 57 Coupé Atlantic

Dei quattro esemplari prodotti in tutto tra il 1936 e il 1938, ne sono rimasti soltanto 2: uno dei quali appartenente allo stilista Ralph Lauren e l’altro esposto nel Mullin Automotive Museum a Oxnard in California. Già questo basta a fare della Bugatti Type 57 Coupé Atlantic una tra le vetture più rare e ricercate del pianeta, indicata da molti come la prima supercar della storia. Ad equipaggiarla era un 8 cilindri in linea da 3.2 litri, sovralimentato da un compressore Roots, capace di spingerla fino a 210 chilometri orari: una velocità decisamente elevata per l’epoca.

Matra 530

La M530 è stata nel 1967 la vettura che ha fatto conoscere al grande pubblico il volto automotive della Matra (Mécanique Aviation Traction): società francese nata nel 1941 come azienda specializzata nel settore aeronautico, nota poi anche per le sue collaborazioni con la Simca. Concepita come sportiva 2+2 con motore centrale, proposta ad un prezzo accessibile per volere dell’allora direttore generale della Matra Sports, Jean-Luc Lagardère, aveva una linea fuori dagli schemi e alquanto originale. Caratterizzata dal passo decisamente lungo rispetto alle dimensioni della vettura e dalla carrozzeria di tipo targa, con tetto rigido rimovibile, dotata nel frontale di fari a scomparsa. Montava un 1.6 benzina di derivazione Ford Taunus da 73 cavalli che le conferiva prestazioni scattanti, ma non da record, permesse dal peso di appena di 860 chili.

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