Ultimo aggiornamento  23 gennaio 2021 19:18

Emissioni, i costruttori chiedono più tempo all'Europa.

Redazione ·

I costruttori europei si rivolgono alla Commissione di Bruxelles perché riveda i tempi di entrata in vigore dei nuovi standard euro 6 sulle emissioni, fissati all'1 gennaio 2021, e chiedono un rinvio di almeno sei mesi che tenga conto delle difficoltà incontrate dall'industria a causa della pandemia e del "lockdown".

La proposta ufficiale è contenuta in una lettera che il presidente di Acea, Mike Manley ha inviato al Commissario per il mercato interno e l’industria Thierry Breton. Manley fa espresso riferimento alle date che riguardano i mezzi pesanti e le ambulanze (per cui i regolamenti partirebbero dall’1 settembre), e per i mezzi leggeri e le auto che a oggi sarebbero sottoposti alle nuove regole a partire dal 1 gennaio 2021.

"Il lockdown imposto dagli stati per combattere la pandemia ha causato un accumulo significativo di scorte sia presso i costruttori che gli importatori e i concessionari”, scrive Manley, sottolineando che si sta parlando di circa 640mila veicoli che rispondono perfettamente agli attuali standard ma diventerebbero “fuorilegge” nel momento in cui saranno applicate le nuove regole e che non ci sono certezze su quando si riusciranno a svuotare i piazzali.

Omologazioni in attesa

La lettera prosegue evidenziando un’altra criticità: i costruttori hanno ripreso l’attività ma molti non sono stati in grado di far certificare che i propri veicoli soddisfino le nuove norme a causa dell'interruzione dei processi di omologazione dovuta alle restrizioni governative. “Stimiamo  - scrive Manley – che siano circa 2.100 le omologazioni dei sistemi di emissione ancora in attesa. Riteniamo che per completare l’iter servano almeno sei mesi. Senza un rinvio, i produttori dovranno affrontare una scelta: stoccare i veicoli di nuova produzione fino al completamento del processo di omologazione o arrestarne la produzione. È chiaro che la seconda opzione avrà implicazioni negative per i lavoratori, i costruttori e i fornitori”.

Attenzione al clima

Nella lettera Manley ricorda poi come analoghi provvedimenti siano giù stati presi da altri governi come quello cinese che ha “recentemente posticipato di sei mesi l'entrata in vigore dei nuovi valori limite”. Tre, invece, i mesi concessi dalle autorità giapponesi. 

La proposta di Acea non mette in secondo piano la situazione climatica: “Pur accettando che le emissioni inquinanti siano una questione politica delicata – si legge nel testo - vorremmo sottolineare che il rinvio proposto non avrà alcun impatto sul livello di emissione del veicoli interessati o sulla qualità dell'aria. In molti casi, significherà solo che i mezzi non saranno equipaggiati con un contatore del consumo di carburante”.

“Personalmente – dice ancora il ceo di Fca -  credo che un rinvio temporaneo costituirebbe una risposta oggettivamente giustificata, proporzionata e pragmatica a una situazione sfortunata nella quale l'industria automobilistica europea si trova per ragioni indipendenti dalla sua volontà. Se dovessi prendere questa decisione, trasformando le tue parole di supporto in azioni concrete, questo aiuterebbe efficacemente e a breve termine la nostra intera filiera”.

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