Ultimo aggiornamento  13 agosto 2020 17:00

Giugno, mercato ancora giù.

Paolo Odinzov ·

Malgrado un giorno lavorativo in più e la riapertura della maggior parte delle attività economiche dopo l’emergenza sanitaria da Covid-19, anche a giugno il mercato dell’auto in Italia ha fatto registrare un crollo del 23,3% con 133.108 immatricolazioni rispetto alle 173.472 del 2019. Dato che porta il totale vendite da inizio anno a 588.183 unità contro 1.087.671 dello stesso periodo del 2019, per una flessione del 45,9%.

Perdono tutti, meno i privati

Perdono tutti i canali di vendita, meno quello dei privati a -7,7% mentre il noleggio -39% (con il breve termine giù del 72%) e le società -44%. Così anche tutti i segmenti, con la flessione più consistente per quello  A delle citycar calate del 29,2% e quello C delle vetture medie a -27,9%. Anche le carrozzerie hanno registrato tutte un calo a doppia cifra: dal -11,1% dei fuoristrada (con una quota però in crescita) al -65,2% dei monovolume compatti.

Idem le motorizzazioni tradizionali: con le auto diesel a -34,8%, ferme al 35,6% di quota, quelle a benzina a -28,6% per il 40% di rappresentatività e i modelli a Gpl in calo del 19,5% per il 7,2% del mercato, seguiti da quelli a metano a -11,2% e 2,4% di quota.

Il successo delle auto a batteria

Crescono invece ancora nel mese di giugno le vetture ibride che guadagnano l’84,4% (17.684 unità) e arrivano a contare il 13,3% del mercato. Ed anche le elettriche registrano l’ennesimo incremento con +53,2% e 2.228 unità che valgono alla categoria l’1,7% del totale immatricolazioni.

Solo 5 costruttori con il segno più

Riguardo ai costruttori solo in 5 chiudono giugno in Italia con il segno più e sono Ferrari (74 unità +54,7%), Mahindra (110 unità +20,8%), Volvo (1.907 unità +12,6%), Porsche (693 unità +8,6%) e Mazda (1.021 unità +1,1%).

Crisci: "Serve un provvedimento verticale del Governo"

“Il sistema della distribuzione auto - dice Michele Crisci, presidente dell'Unrae, l'associazione dei costruttori stranieri - è in grandissima sofferenza, stretto tra la debolezza della domanda e la grave crisi di liquidità che l’attanaglia. Mentre negli altri paesi europei, Germania e Francia in primis ma anche Spagna, i rispettivi governi hanno già dato risposte chiare e forti, prosegue l’assordante silenzio del governo italiano. Chiediamo un provvedimento verticale, con misure specifiche per il settore che sostenga il rilancio della domanda e acceleri il rinnovo del vetusto parco circolante, pericoloso sia per l’ambiente sia per la sicurezza dei cittadini".

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