Ultimo aggiornamento  08 agosto 2020 19:37

Mercedes Vrc, quattro auto in una.

Edoardo Nastri ·

Un’auto, quattro identità. Al Salone di Ginevra 1995 Mercedes-Benz presentava la concept Vrc (Vario Research Car), prototipo camaleontico in grado di trasformarsi in 15 minuti in station wagon, coupé, pickup o cabriolet, a seconda delle esigenze dell’utilizzatore. “Qualunque sia il vostro viaggio, avrete bisogno di un’unica automobile”, recitava il videoclip della presentazione al pubblico.

La vettura è dotata di una carrozzeria monoblocco che rimane fissa per le parti di piattaforma, portiere, parabrezza e layout degli interni. Il tetto invece poteva essere rimosso e sostituito con diverse architetture che permettevano alla Vrc di cambiare funzione e identità. Da una comoda station wagon poteva diventare un'accattivante coupé, da una divertente cabriolet poteva trasformarsi in un utile pickup. Troppo bella per essere vera, o meglio, per essere prodotta in serie. E come molti prototipi così avanzati, è rimasto tale.

Pensata anche per il noleggio 

Il progetto è certamente originale, ma colpisce ancor di più il fatto che il costruttore premium tedesco abbia pensato in tempi non sospetti a una forma di car sharing ante litteram. I progettisti hanno infatti immaginato per la Vrc anche una formula di noleggio per poter utilizzare la vettura per un periodo di tempo limitato. Una volta ricevuta la prenotazione i tecnici Mercedes avrebbero cambiato la carrozzeria a seconda della richiesta dell’utilizzatore.

Importante anche l’aspetto di ricerca dei materiali. La componentistica rimovibile è stata infatti realizzata in plastica rinforzata con fibra di carbonio, più leggera rispetto all'alluminio del 25% per un peso complessivo di ogni parte da 30 a 50 chilogrammi. La leggerezza era infatti un aspetto fondamentale per facilitare le operazioni di cambio carrozzeria che dovevano avvenire il più velocemente possibile.

I sistemi di assistenza alla guida 

La Vrc aveva anche un sistema infotainment all’avanguardia per l’epoca con un display a colori posizionato al centro della plancia le cui funzioni erano controllabili da un’unità rotante ed è stata la prima Mercedes a montare la tecnologia “drive by wire” grazie alla quale volante e freni non erano collegati al resto della vettura meccanicamente, ma solo elettronicamente.

La concept era dotata anche di alcuni sistemi di assistenza alla guida. Se il conducente non manteneva la giusta distanza dal veicolo di fronte oppure se superava il limite di velocità consentito, il pericolo veniva segnalato da una luce rossa intermittente. Per la massima sicurezza  è stato programmato un lavoro sinergico tra radar, controllo di trazione ed elettronica di bordo. 

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