Ultimo aggiornamento  09 luglio 2020 13:51

Pontiac Ghost Car, l'auto di plexiglass.

Elisa Malomo ·

È nell'aprile del 1939 che prende il via la New York World's Fair, l'esposizione universale nata nel periodo della grande Depressione con l'obiettivo di mostrare ai visitatori - in chiave ottimistica - il mondo di domani. Il titolo della mostra è “L'alba di un nuovo giorno”.

Nel Flushing Meadows Park, creato da zero per l'occasione, le invenzioni che anticipano il futuro predominano la scena. Alcune di queste sono esposte nell'area dedicata alla mobilità dove si distingue, accanto a quello Ford, il padiglione della General Motors con lo slogan “Highways and Horizons” (Autostrade e Orizzonti): un grande plastico riproduce una parte degli Stati Uniti, con tanto di autostrade, città, abitazioni e veicoli in miniatura. 

Ma è proprio in questo scenario dal gusto futuristico che, accanto ai sistemi di trasporto che avrebbero spopolato nel dopoguerra, è esposta una delle attrazioni più curiose dell'intera rassegna newyorkese: la Pontiac Ghost Car, la prima vettura completamente trasparente prodotta negli Stati Uniti realizzata con il plexiglass che rende visibile la meccanica e le altre componenti dell'auto.

L'obiettivo di questo veicolo, chiamato anche "Glass Car", è “mostrare a colpo d'occhio il valore nascosto nelle auto Pontiac", come recita il comunicato stampa originale della Casa statunitense, e far sognare il mondo intero. 

Tutto in mostra

Il lavoro viene affidato al designer Norman Bel Geddes e all'artista Dean Cornwall che, partendo dal telaio di una berlina Pontiac Deluxe Six del 1939, sostituiscono la lamiera della carrozzeria con il plexiglass, una innovativa plastica acrilica brevettata dall'azienda chimica Rohm & Haas che, applicata per la prima volta ad un'auto, desta ancora più curiosità. 

Il risultato è eccezionale. Grazie all'utilizzo del nuovo materiale trasparente, ogni singolo elemento della vettura è messo in mostra: dalle viti più microscopiche agli elementi di fissaggio che, così come il cruscotto, i cavi e le modanature di gomma, vengono verniciati di bianco per abbinarsi alle ruote U.S. Royal. L'auto è perfettamente funzionante grazie a un motore a sei cilindri da 85 cavalli abbinato a una trasmissione manuale a tre velocità

Passaggi di proprietà

Uscire dagli schemi ha un prezzo. La costruzione della vettura costerà alla General Motors 25 mila dollari: una cifra esorbitante per l'epoca considerato che una Pontiac nuova di zecca era acquistabile al prezzo di 700 dollari. Ma l'investimento conferisce all'auto un successo crescente nel corso degli anni.

Nel 1942, l'esemplare viene esposto alla Smithsonian Institution dove rimane fino al 1947. Viene poi fatto girare per alcune concessionarie Pontiac prima di entrare a far parte di una collezione privata. Una serie di passaggi di proprietà che si arrestano nel 2011, quando la vettura – con 138 chilometri segnati sul quadrante - viene venduta dalla casa d'aste RM Sotheby's per ben 308 mila dollari, circa 12 volte la spesa iniziale.

Una seconda Ghost Car

Secondo l'Heritage Center di Gm, nel 1940 il costruttore si affrettò a realizzare una seconda replica in plexiglass, questa volta però sul telaio di una Pontiac Torpedo, in vista di un'esposizione a Treasure Island, nella Baia di San Francisco. Una volta terminato l'evento, le due auto fecero il giro dei concessionari americani ma la prima, ovvero quella nata dalla Deluxe Six, è stata l'unica a sopravvivere. 

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