Ultimo aggiornamento  09 luglio 2020 14:31

Formula 1, cosa cambia al paddock.

Umberto Zapelloni ·

La Formula 1 si prepara al grande ritorno in pista, primo sport a livello mondiale a provarci. L’appuntamento è per la prossima settima in Austria. Tre gare una dietro l’altra, aspettando che il calendario si definisca con il sempre più probabile ingresso del Mugello la settimana dopo il Gp d’Italia in calendario a Monza il 6 settembre.

Ma come cambierà la vita nel paddock? Ce lo ha spiegato in collegamento da Maranello Laurent Mekies, il direttore sportivo ferrarista. “Abbiamo lavorato tutti assieme negli ultimi tre mesi per stilare un protocollo di comportamento che ci permetterà di tornare in pista con la massima sicurezza: cercheremo di disputare un gran premio portando in pista solo chi è strettamente necessario. Abbiamo stabilito di limitare a 80 persone, piloti compresi, ogni team. Purtroppo non avremo il pubblico, ma non ci saranno neppure ospiti o sponsor. Non ci saranno le classiche hospitality nel paddock. Tutto sarà molto diverso da come eravamo abituati a vedere”.

La parola d’ordine è “Safety first”. Prima la sicurezza. La Formula 1 sa che avrà addosso gli occhi del mondo perché sarà il primo sport mondiale a ripartire e non può permettersi di sbagliare. “Cercheremo di mantenere due metri di distanza tra ogni membro del team e comunque tutti dovranno indossare sempre la mascherina. In Ferrari ci stiamo già allenando a farlo andando a lavorare con la mascherina, ma un conto è indossarla in ufficio in condizioni e temperatura ideali, un altro è ritrovarsi a 40 gradi e sotto pressione. Credo che la sfida maggiore per i nostri ragazzi sarà proprio questa. E in caso di positività a casa avremo comunque una squadra allenata con uomini pronti a subentrare”. Perché la Formula 1 ha deciso che non si fermerà. In caso di positività, la persona verrà isolata e sostituita, anche se si trattasse di un pilota.

Intensificheremo comunque la presenta del personale medico, sia in pista che nell’hotel dove alloggeremo tutti”. Gli 80 uomini in rosso avranno le loro mascherine personalizzate, un po’ come le squadre di calcio che vediamo n campo in questi giorni. Diventeranno oggetti di culto come tutto ciò firmato Ferrari.