Ultimo aggiornamento  09 luglio 2020 14:21

Gallerie italiane, l'allarme dei tedeschi.

Redazione ·

In Italia, solo una galleria su otto ispezionate è a norma. In una nota ufficiale l'Adac, Automobile Club tedesco, lancia l'allarme dopo aver verificato il piano sicurezza di alcuni tunnel del nostro Paese: Allocco (Bologna), Banzole (Bologna), Castelletto (Genova), Fornaci (Savona), Roccaccia (Forlì-Cesena), Tarvisio (Udine), Giovi (Genova) e Les Cretes (Aosta). Solo il primo è risultato "in parte" adeguato agli standard europei, mentre gli ultimi due sono i peggiori. Ecco alcuni dei motivi.

Standard non rispettati

Una galleria può definirsi sicura se sono presenti uscite di emergenza, vie di fuga o ingressi esterni per agevolare l'accesso ai vigili del fuoco in caso di incendio. E poi devono essere facilmente raggiungibili idranti e postazioni sos per effettuare chiamate di emergenza, indispensabili per chi deve soccorrere o chiedere semplicemente aiuto. Tutti standard non rispettati, secondo le valutazioni dell'Adac, dai tunnel Giovi sulla A7 Milano-Genova e Les Cretes sulla A5, che collega Torino al Traforo del Monte Bianco. Anche nella galleria Castelletto della A12 Genova-Nervi non sono stati individuati estintori, altoparlanti, dispositivi di videosorveglianza o display che diano informazioni continue sul traffico. Tutti tratti definitivi in condizioni "particolarmente gravi" dalla nota dell'Automobile Club tedesco. Leggermente migliore la situazione delle altre cinque gallerie che hanno comunque presentato diverse carenze che potrebbero costare caro agli eventuali automobilisti in pericolo di vita.

Al termine dello studio, il giudizio dell'Adac è stato molto pesante: “La maggior parte dei tunnel italiani è di proprietà privata e la società Autostrade per l’Italia, uno delle più importanti delle settore, che gestisce sei degli otto ispezionati, è stata ripetutamente criticata per l'infrastruttura fatiscente delle sue strutture. È da temere che non verranno effettuati i necessari lavori di ristrutturazione a causa dei mancati ricavi da pedaggio nel periodo della pandemia, ma non deve essere una giustificazione per non iniziare a ristrutturare in tempi rapidi i tunnel, a partire dall'installazione degli estintori”.

Gallerie indagate

Un campanello d'allarme che in Italia risuona da diverso tempo: per esempio, nel 2016 la Procura aveva aperto un fascicolo per il distacco dei pezzi di una ventola d'areazione nel tunnel di Allocco, proprio la galleria definita "migliore" dall'Adac tra le otto ispezionate. La Liguria, poi, è una delle regioni italiane più colpite: numerosi i viadotti e i tunnel sotto cantiere e chiusi al traffico. Dalla più nota questione del Ponte Morandi - crollato nell'agosto del 2018, ricostruito a tempi record e che in queste settimane sta portando a termine gli ultimi test - all'elenco delle gallerie genovesi "fuorilegge" indagate dalla Guardia di Finanza, nella quale è coinvolta anche la Bertè sulla A26, ancora chiusa dal 30 dicembre, giorno in cui crollò una parte di calcestruzzo dalla volta e nella quale sarebbero indagati almeno una decina tra tecnici e dirigenti delle varie aziende di controllo e manutenzione della rete autostradale. 

L'esempio austriaco

Nella nota, infine, l'Adac ha sottolineato che l'Austria ha investito 5,6 miliardi negli ultimi 20 anni per mettere in sicurezza i suoi tunnel e, infatti, le cinque gallerie ispezionate hanno superato il test. In Croazia invece una su tre non rispetta i criteri europei, anche se sono state considerate tutte complessivamente "solide". 

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