Ultimo aggiornamento  09 luglio 2020 12:24

Porsche 959, l'auto con una marcia in più.

Paolo Odinzov ·

E' passata alla storia prima per le prestazioni che l’hanno vista primeggiare in diverse competizioni sportive, soprattutto rallystiche. E poi per la velocità con la quale è salita nelle quotazioni, dopo essere uscita di produzione nel 1988 a soli due anni dal lancio e 292 esemplari prodotti. La Porsche 959 è tra le auto che hanno fatto sognare di più gli appassionati di vetture sportive e prima supercar al mondo ad impiegare tra diverse raffinatezze meccaniche un cambio a 6 marce.

L'auto più veloce del mondo

Quando fu realizzata doveva essere nei piani della Porsche l’anello di congiunzione tra le auto stradali e quelle da corsa. Una vettura per vincere sul piano delle prestazioni l’eterna sfida con la Ferrari che di risposta propose nel 1987 la F40 alla quale spettò proprio il merito di scippare alla tedesca il record di auto più veloce del mondo.

Omologata per il Gruppo B

Capace per caratteristiche di rientrare nel Gruppo B, introdotto dalla FIA nel 1982, la Porsche 959 fu realizzata come prototipo nel 1983 e presentata nella versione definitiva al Salone di Francoforte del 1985. Venne costruita in due diverse versioni da gara: la 953 che vinse il Rally dei Faraoni e trionfò 2 volte alla Parigi-Dakar, e la 961 che corse a Le Mans nella classe IMSA-GTX, arrivando al primo posto nella categoria.

Il modello stradale

Nel modello stradale risultò subito un vero mostro in grado di mettere in crisi anche i piloti più esperti: come raccontano i vari test pubblicati all’epoca dai giornali specializzati che misero subito in evidenza la “pericolosa” doppia personalità della vettura.

Da 0 a 100 in 3,7 secondi

A spingere la 959 era un motore boxer 6 cilindri di 2.8 litri, da 450 cavalli e 500 newtonmetri di coppia, dotato di una doppia sovralimentazione turbo e pistoni con il cielo raffreddato a olio.

Ai bassi regimi l’auto aveva un comportamento da quasi utilitaria, ma se si calcava un po’ sul pedale dell’acceleratore schizzava come una palla di cannone, incollando pilota e passeggeri ai sedili con uno scatto da 0 a 100 in appena 3,7 secondi, per poi toccare i 314 chilometri orari di velocità massima.

Numeri da brivido che potevano addirittura essere aumentati i con speciali allestimenti, incrementando la potenza del motore fino a 530 cavalli. Curata nella aerodinamica, aveva un Cx di 0,31.

La marcia "G"

Aveva poi in esclusiva la trasmissione manuale a 6 marce, con un rapporto aggiuntivo estremamente corto segnato sul pomello del cambio dalla lettera “G”, ovvero Gelande cioè fuoristrada, per consentire alla vettura di passare l’omologazione sulla rumorosità. Oppure la trazione integrale, dotata di tre differenziali per inviare all’avantreno dal 20 al 40 % della coppia, e delle sospensioni a quadrilateri su entrambi gli assi a regolazione elettronica con un doppio ammortizzatore per ogni ruota. Oltre a dei cerchi da 17 pollici in magnesio, dotati di sensori di pressione all’interno e vestiti pneumatici run flat Dunlop Denloc, dietro ai quali si celava un impianto freni che per la prima volta utilizzava un Abs in grado di lavorare a differenziali bloccati.

Più che una vettura la Porsche 959 insomma era e rimane un vero capolavoro di ingegneria. All'epoca per averla ci volevano non a caso circa 300 milioni di lire, oggi supera nelle aste addirittura il milione e mezzo di euro. 

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