Ultimo aggiornamento  09 luglio 2020 14:37

Alfa Romeo, tempo di Gazzelle e Pantere.

Paolo Odinzov ·

“Volanti”, con questo nome vengono chiamate a partire dal dopoguerra in Italia le Alfa Romeo impiegate dalle forze dell’ordine, ribattezzate poi “Pantere” per la Polizia e “Gazzelle” per i Carabinieri, a sottolineare la loro potenza e agilità.

Sono vetture che hanno scritto un pezzo di storia della Repubblica, diventando fin dagli anni Cinquanta sulle strade del nostro Paese una presenza familiare e rassicurante per i cittadini. Cui spetta il merito di aver accompagnato l’evoluzione della Casa di Arese nella sua rinascita alla fine del secondo conflitto mondiale, guidata dall’ingegnere Orazio Satta Puliga.

La capostipite

Proprio Satta Puliga, nominato nel 1946 direttore della progettazione Alfa Romeo, ha voluto e ideato nel 1952 la vettura costruita al Portello destinata a diventare la prima "Volante" della Polizia. Parliamo della 1900 che è stata anche il primo modello del marchio ad adottare una struttura a scocca autoportante.

Un solo carburatore

Al posto dei tradizionali motori a 6 e 8 cilindri, la 1900 montava un propulsore con frazionamento a 4 cilindri, testata in alluminio e due assi a camme comandati da catena, alimentato da un solo carburatore. Erogava 80 cavalli, ma consentiva alla vettura prestazioni oltre la norma tanto da farle guadagnare la nomea di “modello da famiglia capace di vincere nelle corse”.

La prima su catena di montaggio

La 1900 è stata anche la prima Alfa Romeo a nascere su catena di montaggio, cosa che permise di ridurne i tempi di produzione da 240 a 100 ore. Ebbe un successo commerciale enorme e fu prodotta nelle versioni sportive 1900 TI, 1900 C Sprint e Super Sprint e 1900 Super che vinsero importanti competizioni internazionali di categoria.

Sulla stessa meccanica vennero realizzate le concept della serie BAT (Berlinetta Aerodinamica Tecnica), firmate da Bertone e disegnate dal giovane Franco Scaglione. Mentre il suo motore fu impiegato sulla AR51, più nota come Matta, destinata a sostituire i fuoristrada 4X4 post-bellici delle Forze Armate italiane.

La Giulietta dei Carabinieri

La prima Gazzella dei Carabinieri arriva nel 1955 ed è una Giulietta. E' il modello con il quale l’Alfa Romeo scrive una pagina importante nella sua storia trasformandosi definitivamente in una grande fabbrica di automobili sotto la direzione del presidente Giuseppe Luraghi che chiede aiuto al progettista Rudolf Hruska e al manager Francesco Quaroni per riorganizzare i processi industriali e fare del marchio una eccellenza industriale.

L'auto della svolta

La Giulietta nasce dunque per essere l’auto della svolta, destinata a far crescere le vendite e confermare al tempo stesso la tradizione tecnica e la vocazione sportiva dell’Alfa Romeo. Per questo viene subito scelta anche dall’Arma come vettura destinata al servizio di pattuglia, collegata direttamente alla Centrale operativa tramite impianto radio.

Scattante, agile e resistente

Nel linguaggio dei Carabinieri, la Gazzella deve essere scattante, agile e resistente. Caratteristiche che la Giulietta incarna alla perfezione essendo più corta, più stretta e più leggera della 1900, spinta da un motore interamente in alluminio da 65 cavalli e 165 chilometri orari di velocità massima.

La Giulia

La Giulietta viene presentata Salone di Torino del 1954 nella versione coupé Sprint disegnata da Bertone e raggiunge un livello di popolarità eccezionale che le vale il soprannome di “fidanzata d'Italia” e un successo con 177 mila unità immatricolate. Solo un'automobile rivoluzionaria può sostituirla e questa è la Giulia: presentata nel 1962, accompagnata dallo slogan “Disegnata dal vento” a sottolinearne l’aerodinamica straordinaria della carrozzeria con un Cx di 0,34.

Un team di nomi eccellenti

Sviluppata da un team dove figurano nomi eccellenti come Giuseppe Busso, Ivo Colucci, Livio Nicolis, Giuseppe Scarnati, la Giulia è decisamente avanti rispetto al suo tempo. Tra le prime vetture al mondo con struttura portante a deformazione differenziata, studiata per assorbire gli urti, ha un abitacolo estremamente rigido per proteggere gli occupanti. Il motore biabero 1.6 con cui è equipaggiata si distingue per raffinatezze meccaniche come le valvole di scarico raffreddate con inserti di sodio. E anche il design, d’ispirazione aeronautica, è rivoluzionario: segnato dal frontale basso e la coda tronca.

Queste e altre peculiarità le regalano un successo commerciale oltre ogni previsione con più di 570 mila immatricolazioni solo nella versione berlina tre volumi (più del triplo di Giulietta) che ne fanno nei suoi 15 anni di produzione un’icona italiana, ma anche la "Volante" forse più famosa nella storia, protagonista assoluta anche di film polizieschi degli anni Settanta, diventati oggi cult movie.

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