Ultimo aggiornamento  30 ottobre 2020 02:58

McLaren, profondo rosso.

Colin Frisell ·

LONDRA - La crisi di McLaren si aggrava. Il marchio inglese ha fatto sapere di dover fronteggiare una "grave e inaspettata difficoltà finanziaria e un imminente deficit di liquidità” e di aver bisogno di nuovi prestiti entro il 17 luglio.

Per questo il costruttore sta cercando un rifinanziamento da circa 310 milioni di euro dando in garanzia sia la sede aziendale che la sua straordinaria collezione di auto, anche da corsa. L’iniziativa però è stata bloccata da alcuni finanziatori e precedenti creditori i quali ritengono questi beni già impegnati in cambio di prestiti ottenuti in altri tempi. Temendo  di essere danneggiati, si sono rivolti al tribunale perché impedisca l'operazione.

McLaren ha a sua volta chiesto a un giudice di pronunciarsi in materia, così da avere le mani libere per affrontare la crisi di liquidità. La questione dovrebbe essere presa in esame dalla High Court di Londra all’inizio della prossima settimana. 

Colpa del virus

Secondo i documenti in mano ai giudici che sarebbero stati visionati dalla Bbc, una prima tranche di prestiti ricevuti negli anni passati da McLaren per 143 milioni di euro sarebbe stata già restituita. I creditori sostengono di aver finanziato l’azienda di Woking per oltre 550 milioni di euro negli ultimi 18 mesi, in particolare con 320 milioni nel marzo di quest’anno e hanno presentato un piano alternativo a quello del management per fronteggiare la crisi.

Nei propri documenti, McLaren sostiene di dover affrontare questa situazione a causa della pandemia da coronavirus che avrebbe avuto un "grave impatto sulla performance commerciale e sul flusso di cassa del gruppo, con conseguenze evidenti: l'inizio della stagione di F1 è stato ritardato, le concessionarie sono rimaste chiuse, le forniture interrotte. La produzione è stata sospesa, gli ordini dei clienti sono diminuiti così come i ricavi delle sponsorizzazioni mentre i costi aggiuntivi derivati dalle misure di salute e sicurezza rese obbligatorie dalla pandemia sono cresciute enormemente".

Investimenti stranieri

La maggioranza del gruppo McLaren è di proprietà di Mumtalakat, il fondo sovrano della famiglia reale del Bahrain. Gli altri suoi principali azionisti sono il miliardario saudita di origine francese Mansour Ojjeh e il magnate canadese dei supermercati Michael Latifi, il cui figlio Nicholas corre per il team Williams quest'anno in F1.

Il gruppo è composto da tre parti: la Racing, che raccoglie la storica scuderia di Formula 1, attiva dal 1966, e un nuovo team IndyCar, l'Automotive, che produce auto stradali ad alte prestazioni e un settore dedicato alle tecnologie applicate.

All’inizio dell’anno McLaren aveva chiesto al governo di Londra un prestito pubblico da 165 milioni di euro che però non è stato concesso. Il marchio ha risposto annunciando in maggio l’intenzione di tagliare 1.200 posti di lavoro - di cui 70 nella scuderia di F1 - il 10% del totale.

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