Ultimo aggiornamento  09 luglio 2020 13:28

L'addio al regista americano Joel Schumacher.

Linda Capecci ·

A 80 anni si è spento Joel Schumacher, regista e produttore statunitense. Molti lo ricordano per aver diretto due capitoli della saga di Batman, noi vogliamo celebrarlo raccontando uno dei suoi film con più anima: "Un giorno di ordinaria follia" del 1993. Protagonista è Bill Foster (Michael Douglas): all'inizio del film lo vediamo a bordo della sua auto, una Chevrolet Chevette del 1978, bloccato nel caos delle strade di Los Angeles e attanagliato dal caldo torrido. Un uomo in camicia e cravatta, a un passo dal collasso emotivo. 

Imbottigliato nel traffico

Fermo, mani al volante, qualcosa scatta nella testa di Bill, che abbandona la vettura (targata D-FENS) nel bel mezzo dell'ingorgo, prende la valigetta, e si incammina incurante della furia degli automobilisti: sarà l'inizio di una giornata drammatica. Dopo aver abbandonato l'auto - diventata emblema del film, anche se è visibile solo in un'inquadratura - telefona all'ex moglie Beth. Vuole rivedere la figlia Adele il giorno del suo compleanno, incurante di una sentenza del tribunale che glielo proibisce perché accusato di violenza domestica.

Fuori controllo

Foster è sempre più violento e fuori di sé: più tardi si reca in un mini-market, e, visto che il padrone non vuole cambiargli i soldi, gli smantella il locale a colpi di mazza da baseball. Poi, sedutosi per riprendersi dalla furia, viene insultato da due teppisti del quartiere, che lo minacciano con il coltello: di risposta li picchia con la mazza.

Il film è un delirio crescente: Bill continua a chiamare Beth, che nel frattempo chiede la protezione della polizia, poi la gang al completo lo raggiunge e gli spara da una Ford Thunderbird del 1977 in corsa, mancandolo, ma uccidendo in compenso degli innocenti. Nella fuga l'auto degli aggressori si rovescia e Foster ferisce l'unico sopravvissuto, impadronendosi di una borsa piena d'armi.

In seguito Bill entra in un fast-food dove si rifiutano di servirgli la colazione perché sono passate da un minuto le 11.30. La situazione non fa che peggiorare, in un climax di adrenalina. Un film che merita di essere visto o rivisto, nel ricordo di Schumacher.

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· di Linda Capecci

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