Ultimo aggiornamento  09 luglio 2020 13:45

La ripresa del car sharing.

Marina Fanara ·

Le previsioni non erano certo rosee, ma anche il car sharing sta riprendendosi, seppur lentamente, dopo il crollo di circa il 90% dei noleggi registrato durante il "lockdown". Lo confermano gli stessi operatori, a cominciare da Enjoy.

"Siamo rimasti al fianco dei nostri clienti anche nei momenti più duri dell'emergenza", ci dicono dalla società del gruppo Eni che gestisce i servizi di auto condivisa con una flotta di 2.550 Fiat 500 e 100 Fiat Doblò e un costo di 25 centesimi al minuto, "ora stiamo recuperando il 50% del traffico e il trend è in progressiva evoluzione: siamo fiduciosi, perché il car sharing è da sempre complementare al trasporto pubblico e in questo momento in cui è necessario rispettare le norme di distanziamento sociale, c'è una forte propensione all'utilizzo di un mezzo individuale qual è appunto l'auto condivisa".

Share Now: "Ripresa a gradini"

Ancora più positivi i dati sulla ripresa in casa Share Now, l'auto condivisa di Daimler-Bmw. "Ormai abbiamo raggiunto il 60% dei livelli pre Covid-19" - ci spiega il manager Andrea Leverano - "un boom rispetto ai livelli praticamente vicini allo zero nel pieno dell’emergenza. Ora possiamo parlare di una crescita a gradini, ma costante che vede al primo posto Roma rispetto altre città in cui operiamo (Milano e Torino, ndr)".

Sta cambiando anche la modalità d'utilizzo. "La tendenza che stiamo riscontrando tra i nostri iscritti", spiega Leverano, "è quella di un noleggio quasi giornaliero, più frequente, continuativo e su percorsi più lunghi rispetto a prima dell'emergenza. Questo ci fa pensare che l'auto condivisa sia vissuta come mezzo più sicuro da chi in precedenza utilizzava in città i mezzi pubblici, in alternativa al veicolo privato". 

"Per questo, considerando anche le gravi difficoltà economiche degli italiani a causa del blocco delle attività, abbiamo lanciato i nostri pass, una sorta di abbonamento mensile che permette in base alla formula prescelta (pass 25 al costo di 19,90 euro o pass 50 al prezzo di 89,90 euro) di ottenere, appunto, il 25% o il 50% di sconto sulla tariffa al minuto (da un minimo di 19 centesimi per una Smart, poi il prezzo sale a seconda del modello prescelto, Mini e Bmw Serie 1 e Serie 2, ndr). Entrambe le formule stanno avendo un discreto successo". 

Bonus per tutti, ma non per noi

Gli operatori del car sharing però criticano la scelta del governo di escludere dal bonus bicicletta varato col decreto Rilancio (attualmente in fase di conversione in parlamento) proprio il car sharing, circoscrivendo l'incentivo solo all'acquisto di biciclette, monopattini o abbonamenti al bike sharing o noleggio di motoveicoli.

"Ci dispiace questo trattamento", dice ancora Leverano, "ci riteniamo davvero uno strumento importante per una mobilità realmente sostenibile e intermodale, inoltre la nostra flotta è composta di auto di piccole dimensioni ed essendo condivise non creano congestione. Poteva essere questa l'occasione per valutare un incentivo tarato sull'impatto dei veicoli in car sharing, aprendo un dialogo sull'elettrico e ibrido. Un sostegno e una spinta agli operatori a offrire sempre più auto condivise a zero emissioni, a vantaggio del mercato e di tutti i cittadini". 

Aniasa: lo stato ci aiuti

Ancora più critica la posizione di Aniasa che rappresenta le aziende di noleggio, car sharing compreso. "Non solo il governo ci ha escluso da qualsiasi aiuto previsto per superare questo duro periodo di emergenza", si sfoga Alberto Valecchi, coordinatore sharing mobility dell'associazione, "ma i comuni non hanno neanche risposto alla nostra richiesta di sospensione dei canoni dovuti alle amministrazioni locali per i nostri servizi. Solo Bologna ha acconsentito ad azzerare l'imposta per il periodo di 'lockdown', mentre il sindaco di Roma, Virginia Raggi e l'assessore alla Mobilità di Milano, Marco Granelli, hanno fatto solo promesse. Stessa cosa vale per Torino".

"Siamo molto sorpresi e dispiaciuti", conclude Valecchi, "abbiamo sempre garantito il servizio anche nei momenti più duri e ora dopo aver subito il crollo, ci stiamo lentamente riprendendo, segno che il car sharing è  utile per spostarsi in città: chiediamo aiuto e una sospensione del canone almeno per tutto il 2020. Altrimenti, le aziende rischiano di chiudere i battenti e diventa lecito pensare che chi si riempie la bocca di sharing mobility, faccia solo proclami".

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