Ultimo aggiornamento  05 agosto 2020 22:17

Acea: vendite a -25% nel 2020.

Edoardo Nastri ·

L’Acea, l’associazione dei costruttori automobilistici europei, ha rivisto al ribasso le sue previsioni di vendita per il 2020 a causa dell’impatto della pandemia di coronavirus che ha colpito i paesi dell’Unione Europea nella fase più acuta da febbraio a maggio. L’associazione di categoria ha previsto un calo delle immatricolazioni del 25% pari a oltre 3 milioni di unità in meno rispetto al 2019. Il risultato è il peggiore dal 2013.

Ciò significa che quest’anno le nuove targhe non raggiungeranno la doppia cifra, fermandosi a 9,6 milioni di unità contro le 12,8 del 2019. L’Acea crede comunque in una ripresa nei prossimi mesi sostenuta da interventi statali: “Manteniamo la speranza che questo drammatico scenario possa essere mitigato con misure forti e repentine da parte dell’Unione europea e dei governi nazionali”, ha dichiarato Eric-Mark Huitema, direttore generale dell’Acea.

Gli incentivi in Europa 

I dati pubblicati dall’associazione raccontano che al momento di scrivere il calo registrato sfiora il 40% rispetto all’anno precedente, con previsioni per la chiusura del primo semestre 2020 a circa -35%. Perdite percentuali che dovrebbero essere in parte recuperate nei prossimi mesi quando i consumatori inizieranno ad usufruire degli incentivi all’acquisto messi in atto da alcuni governi nazionali.

Sono diversi i paesi che hanno attivato misure di sostegno a favore dell’industria automobilistica. La Francia ha stanziato circa 8 miliardi di euro per incentivare l’acquisto di veicoli ibridi, elettrici o benzina e diesel di ultima generazione. Ci sono poi a disposizione 1,3 miliardi di incentivi per le vetture in stock. La Germania si è mossa con un piano da 130 miliardi, in parte dedicato a vetture elettriche e ibride plug in, la Spagna ha messo a disposizione 3,75 miliardi per il 2020 e il 2021.

L'Italia manca ancora all'appello ma il governo starebbe pensando a misure di questo tipo. Oltre all’ecobonus già stanziato per vetture con un valore di emissioni di CO2 per ogni chilometro percorso fino a un massimo di 70 grammi, il governo starebbe valutando una proposta sul modello francese. "C'e' un grandissimo parco macchine prodotto ma non venduto, fermo nei piazzali, credo che questo obblighi a una riflessione su come incentivarne la vendita”, ha dichiarato il ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli.  

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