Ultimo aggiornamento  05 agosto 2020 21:30

"Top Gun" torna in Kawasaki.

Antonio Vitillo ·

Al fianco di Tom Cruise in "Top Gun - Maverick" in uscita in questi giorni nelle sale Usa e sequel del film cult del 1986 diretto da Tony Scott, ci sarà ancora una volta una Kawasaki. Stavolta il personaggio di Pete "Maverick" Mitchell non salirà più in sella a una gloriosa GPz 900 Run - come nella famosa scena della sfida tra la due ruote e l’aereo da caccia F-14 Tomcat in decollo - ma su una più recente H2.

E di nuovo c’è pure che nessuna moto è stata acquistata dalla produzione, come invece successe allora. Negli anni '80 nel parcheggio di un concessionario di San Diego in California, un Tom Cruise inesperto si esercitò alla guida della Kawasaki prima dei ciak in moto. Cose da attore che non ama le controfigure.

Scena cult

Indimenticabile è la scena di Maverick che, protetto dai soli Ray Ban a goccia, guida al tramonto la sua GPz 900 R. La Paramount rimosse i loghi Kawasaki dalle due moto di scena, impiastricciandola di adesivi. Ciò nonostante la silhouette della prima Ninja della storia era, ed è ancora, inconfondibile.

Quella moto aveva il coefficiente di resistenza all’aria fra i più bassi mai raggiunti da un modello di serie. La Kawasaki GPz 900 R fu presentata alla stampa specializzata nel finire del 1983, in un test sulla pista californiana di Laguna Seca. Quello stesso autunno, venne mostrata staticamente al grande pubblico di appassionati, prima al Salone di Parigi, poi a Milano.

Sviluppata per la pista da Wes Cooley e Wayne Rainey, due veloci piloti del campionato statunitense Superbike AMA - Rainey diventò poi, per tre volte, campione del mondo della classe 500 – la GPz 900 R pesava circa 240 chili, e raggiungeva circa i 240 orari. 

3mila esemplari in Italia

Telaio con struttura “a diamante” in tubi tondi d’acciaio, dal mondo delle corse la GPz 900 R ereditò soluzioni tecniche molto in voga negli anni ’80: la forcella era dotata di sistema antiaffondamento in frenata, mentre la ruota anteriore misurava 16 pollici, dietro era di 18. La sospensione posteriore era progressiva, si trattava della celebre Uni-Track con il monoammortizzatore regolabile.

Il motore quattro cilindri in linea, che aveva distribuzione a 16 valvole, aveva 115 cavalli mentre la migliore coppia motrice arrivava a 8.500 giri/min: per avere il massimo delle prestazioni, doveva essere guidata ai regimi alti, roba da piloti provetti.

Di Kawasaki GPz 900 R “Ninja” (nomignolo che la distinse solo sul mercato Usa) ne furono vendute 210mila esemplari in 20 anni di storia. Vita commerciale che all’importatore italiano fu limitata agli anni ’84 e ’85, quando i 3mila pezzi complessivi arrivati dal Giappone si esaurirono velocemente: costava 9,7 milioni di lire. Dal 1986, per l’Italia, il marchio preferì puntare sul nuovo modello GPz 1000 RX. In Europa le vendite continuarono fino al 1999, in Asia fino al 2003.

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