Ultimo aggiornamento  05 agosto 2020 21:12

Anci: cambiamo il Codice.

Marina Fanara ·

Bene i bonus per le bici (220 milioni di euro) e i fondi ai Comuni per realizzare nuove piste ciclabili (oltre 120 milioni di euro) stabiliti dal governo con apposito decreto, ma i sindaci chiedono un passo in più: nuove regole del Codice per aumentare la sicurezza sulle strade urbane, soprattutto ora che in seguito agli incentivi che lo stesso esecutivo ha messo in campo, il numero di due ruote e monopattini sta progressivamente salendo ed è destinato a convivere con auto e pedoni.

Marco Granelli, assessore alla Mobilità di Milano lo ha detto chiaramente: "Questi sono giorni fondamentali per la ciclabilità urbana, ma non c'è due senza tre. Serve cambiare subito il Codice della strada per dare ai Comuni la possibilità di realizzare nuove ciclabili velocemente e dare più sicurezza ai cittadini. Non fateci morire di burocrazia, non abbiamo più tempo".

L'appello dell'Anci

L'appello dell'assessore riprende quanto scritto nero su bianco dall'Anci (l'associazione dei Comuni italiani) in una lettera in cui rivolgendosi al governo e al parlamento alle prese con la conversione del decreto Rilancio (che contiene appunto novità a favore della mobilità sostenibile in ambito urbano) sostengono che "incentivi per bici e per nuove piste a parte, il nodo cruciale resta la sicurezza di pedoni e ciclisti".

"Affinché la mobilità su due ruote possa realmente rappresentare un’alternativa all’automobile", sottolinea l'associazione, "è necessario attivare interventi urgenti in materia di sicurezza stradale. E l’occasione per farlo è la conversione in legge del decreto Rilancio che già prevede dei cambiamenti al Codice della strada".

In dettaglio, le Amministrazioni locali chiedono "provvedimenti coraggiosi e innovativi". Innanzitutto permettere il transito delle biciclette nelle corsie riservate agli autobus (quelle più ampie, in particolare). E poi: consentire il doppio senso ciclabile, realizzare le corsie ciclabili in strada tracciando velocemente segnaletica orizzontale che aiuti automobili, ciclisti e pedoni a stare in strada in maniera ordinata, costruire vicino alle scuole e nei quartieri residenziali strade a bassa velocità dove i pedoni, le bici e introdurre misure di semplificazione del Codice degli appalti per l’attuazione degli interventi da parte dei Comuni.

Una sfida per il Paese

"Istituzioni, cittadini, associazioni e imprese oggi sono chiamati a vincere insieme una grande sfida: quella della ripresa del Paese, per continuare a sconfiggere il virus, ma soprattutto riavviare il lavoro", sottolinea Marco Granelli, "ma per dare lavoro e sviluppo le città sono fondamentali e hanno bisogno di mobilità rapida e veloce, sicura per tutti, e di smuovere il mercato. Abbiamo una grande opportunità".

Più sicurezza per tutti

Anche Roberta Frisoni, assessore alla Mobilità di Rimini, ritiene che sia questo il momento giusto per dare una svolta alla città. "Abbiamo un'occasione unica per migliorare la sicurezza di chi si sposta in bici, a piedi e anche in auto", sottolinea, "perché per esempio nei comuni dove si sono adottate specifiche misure, come per esempio i limitatori di velocità, gli incidenti con feriti si sono dimezzati, a vantaggio di tutti gli utenti della strada".

"Bisogna avere il coraggio", conclude l'assessore, "di accompagnare l'impegno e le risorse rese disponibili dal governo anche con le necessarie modifiche normative nel dl Rilancio che possono consentire ai Comuni italiani di intervenire con le stesse modalità già praticate da anni in altri paesi europei". 

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