Ultimo aggiornamento  17 settembre 2021 12:20

Post Covid: la rinascita dei veicoli condivisi.

Marina Fanara ·

Si può considerare una riscossa quella dei trasporti condivisi in Italia che, dopo aver subito un crollo dell'80% durante il periodo di lockdown, stanno rapidamente riprendendo terreno.

È quanto emerge dalla quarta Conferenza nazionale sulla sharing mobility organizzata dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile, ministeri Ambiente e Infrastrutture e  trasporti in collaborazione con vari partner tra cui Uber, Deloitte, FS Italiane. Contrariamente al passato, l'edizione di quest'anno si articolerà su più appuntamenti per tirare le fila a novembre.

Lenta ripresa

Nel primo incontro di apertura della manifestazione (dal titolo "LessCars,"), sono stati illustrati i dati dell'analisi elaborata dall'Osservatorio sulla sharing mobility che ha monitorato l'andamento del settore durante e dopo il blocco degli spostamenti, concentrandosi su 6 città che offrono servizi condivisi di auto, bici, scooter e monopattini: Roma, Milano, Torino, Bologna, Cagliari e Palermo.

Stando ai numeri, i noleggi di bici e monopattini in sharing a maggio sarebbero quasi tornati ai livelli pre Covid, recuperando nelle ultime 4 settimane di maggio tra 60 e 70 punti percentuali rispetto al periodo di lockdown, durante il quale i noleggi sono calati in media dell'80% sulla media registrata nello stesso periodo del 2019.

Il car sharing non è morto

In aumento pure il car sharing, anche se con percentuali più contenute (+30%). Le città che stanno recuperando in maniera più marcata sono Palermo e Milano. Dalla ricerca è emerso anche il giudizio positivo e la propensione degli italiani a scegliere mezzi condivisi per spostarsi in città, specialmente in considerazione delle nuove regole in vigore nel dopo emergenza che comportano pure una minore offerta del trasporto pubblico.

I ricercatori hanno evidenziato, in particolare, che già durante lo scorso aprile, in pieno lockdown, il 61% degli intervistati (oltre 12mila in tutto) che utilizzavano abitualmente il car sharing prima dell'emergenza Covid, hanno dichiarato l'intenzione di ricorrere nuovamente a questo tipo di servizio nella Fase 2. Una percentuale che aumenta nei confronti dello scooter sharing (66%) e ancora di più per le bici condivise (69%).

Un recupero non previsto

Anche in termini di sicurezza percepita, i mezzi in sharing sono considerati vincenti, soprattutto nei confronti del trasporto pubblico: su una scala di valori da 1 a 5 per le diverse modalità di spostamento "il campione intervistato durante il lockdown", sottolineano gli esperti dell'Osservatorio, "premiava i mezzi in sharing, con un punteggio migliore quando non prevedono un abitacolo (3,3 il bike sharing e 2,6 il car sharing), e all’ultimo posto il trasporto pubblico (1,8)".

“Trovo assolutamente positivo questo momento di confronto", ha sottolineato Sergio Costa, ministro dell'Ambiente, intervenendo alla conferenza, "dobbiamo prendere atto che, dopo la tragedia sanitaria, la mobilità degli italiani sta cambiando o, per lo meno, ci sono grossi tentativi a sperimentare modalità diverse e più green per gli spostamenti, in particolare nelle grandi città. E questo contrariamente alle previsioni che ipotizzavano un ricorso ancora più massiccio di prima all'auto di proprietà ritenuta più sicura per il dopo emergenza".

Italiani sempre più green

“La mobilità sostenibile e condivisa è da sempre una delle priorità del governo, ancora di più dopo questa gravissima crisi sanitaria", ha dichiarato Roberto Traversi, sottosegretario al ministero Infrastrutture e i trasporti, "le misure di distanziamento sociale ci costringono a rafforzare la nostra azione verso tutte le forme di trasporto leggere ed ecompatibili. Per questo nel decreto Rilancio abbiamo varato gli incentivi per l’acquisto di biciclette e monopattini. Si tratta di un impegno innanzitutto culturale, perché si traduce in benefici non solo ambientali ma anche sociali, sanitari ed economici per avere città con meno traffico e quindi più sane e di qualità".

"Stiamo vivendo un momento di transizione molto importante", ha aggiunto Raimondo Orsini, coordinatore dell’Osservatorio sharing mobility, "anche alla luce del massiccio ricorso allo smart working che sta interessando molti lavoratori e che sta continuando alla ripresa delle attività. I servizi di sharing possono essere un’alternativa al calo della domanda del trasporto pubblico e un alleato delle città per limitare la congestione dei troppi veicoli in circolazione. È importante quindi aiutare questa rivoluzione silenziosa e una nuova tendenza degli italiani verso modi di spostamento nuovi e più puliti, contrariamente alle previsioni che per il dopo Covid indicavano nell'auto il mezzo privilegiato e più sicuro contro un nuovo rischio contagio".

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