Ultimo aggiornamento  16 gennaio 2021 07:42

Piaggio Ciao, il precursore.

Antonio Vitillo ·

Precursori delle moderne biciclette a pedalata assistita da motore elettrico, c’erano una volta gli scooter a motore a scoppio assistito dalla pedalata. Il Piaggio Ciao è stato il modello più famoso alla fine degli anni '60. Perché il ciclomotore di Pontedera fu soprattutto icona urbana, mezzo trasversale e pronto a sfidare, come recitava una campagna pubblicitaria, le “sardomobili”, le auto in città. La Piaggio creò per il lancio delle due ruote una serie di irridenti slogan che lasciarono il segno: "Le sardomobili non hanno più sogni, giovane chi Ciao”. Ce ne vorrebbe uno per i nostri tempi, magari elettrico come quello in qualche modo evocato in una recente intervista di un dirigente Piaggio. Ma non c'è nulla di più, per ora.

Era emancipazione

Antesignano, seppure non elettrificato, del concetto di micromobilità, il Ciao era presentato (e venduto) come emancipazione, un misto di classe operaia e gioventù sbarazzina con il quale attraversare quei tempi di cambiamenti. Che erano grandi: il primo esemplare risale al 1967, cioè nel pieno di anni turbolenti.

Era anche l’epoca del Mosquito, del Velosolex e alla Piaggio di Pontedera si pensava di realizzare qualcosa di simile ma su più larga scala. Alla Fiera del Mare di Genova, l’11 ottobre 1967 la Piaggio presenta il suo primo veicolo a ruote alte; il Ciao si mostra leggero, elegante, con il motore orizzontale tenuto ben nascosto come il serbatoio, anch’esso racchiuso nei due semigusci di carrozzeria.

Costava 60.000 lire

Chi scrive ricorda un Ciao esposto nella vetrina di un punto vendita Standa di Roma, un grande magazzino. Un cartellino ne riportava il prezzo: lire 60.000, venduto dunque anche fuori dalle concessionarie ufficiali. 

Il Ciao era facile da guidare ed economico da gestire; bastava fare un litro di miscela al 2% dal distributore a pompa, che di solito conteneva olio di pessima qualità, per fare anche 50 chilometri. Non aveva sospensione posteriore, bastavano le molle sotto il sellino, proprio come una bicicletta; la forcella, ma non dalla primissima versione, montava un piccolo bilancino a molle per lato, all’altezza della ruota, l’antitesi tecnica dei futuri “antidive”, i sistemi antiaffondamento della forcella in frenata.

Per i più bravi, l'avviamento richiedeva un colpo secco, cioè mezzo giro in avanti di un solo pedale. Di Ciao ne sono state venduti quasi 4 milioni fino al 2006. Un fenomeno per più generazioni.

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