Ultimo aggiornamento  30 novembre 2021 21:39

La corsa elettrica di Lyft.

Redazione ·

La società americana di ride hailing (servizio taxi con auto private) Lyft conta di avere nel 2030 una flotta formata al 100% da auto elettriche. Si tratterebbe di oltre 2 milioni di vetture. Oggi solo l’1% dei mezzi che effettuano il servizio per la società coi baffi rosa rivale di Uber - operativa per adesso soltanto negli Usa e in Canada - è a batteria.

Per raggiungere l’ambizioso obiettivo, Lyft ha dichiarato che non intende comunque aiutare finanziariamente i suoi driver a passare da un’auto tradizionale a una a zero emissioni. La compagnia, invece, fa appello ai costruttori e alla politica affinché propongano incentivi economici significativi, in grado di aiutare tutti a rottamare i mezzi più inquinanti a favore di quelli maggiormente amici dell’ambiente.

“Se tutti faranno ora il proprio dovere – ha detto il fondatore e presidente di Lyft John Zimmer parlando agli investitori – le elettriche costeranno quanto le auto tradizionali entro la metà di questo decennio. Aiuteremo i nostri conducenti ad accedere a tutte le forme di incentivi che verranno via via proposte”.

Leasing a batteria

Lyft - senza specificare però i tempi della operazione - ha anche confermato che intende acquistare vetture a batteria da mettere poi a disposizione in leasing per gli autisti attraverso il suo programma “Express Drive”, come già accade in alcune delle città Usa dove il servizio è attivo, come Denver o Atlanta.

Secondo una ricerca della stessa azienda, a lungo termine il servizio di ride hailing effettuato con auto elettriche potrebbe anche avere un costo più basso per i clienti, soprattutto in relazione alle minori spese di manutenzione richieste e un più accessibile costo del'energia. Lyft calcola che ogni settimana il conducente di un vettura a batteria risparmi in media almeno 60 dollari rispetto a un collega che va a benzina.

Impegno mondiale

Lyft è da poco entrata a far parte dell’organizzazione internazionale “EV100 – The Climate Group” che si occupa proprio della transizione a una mobilità senza emissioni e di cui fanno parte oltre 80 aziende - tra cui i cinesi di Baidu che stanno sviluppando anche vetture autonome - dei settori più disparati, dal trasporto aereo ai servizi postali e a quelli alla mobilità in generale. 

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