Ultimo aggiornamento  31 ottobre 2020 06:20

Ford Via 1989, la one-off torna a casa.

Elisa Malomo ·

È stata costruita da Ghia nel 1989 per poi fare il suo debutto al Chicago Auto Show dell'anno seguente. A trenta anni di distanza, la Ford Via Concept è stata venduta all'asta da Bring a Trailer, in Ontario (Canada), società che nel 2002 aveva acquistato il modello direttamente da Ford.

Il miglior offerente che per 11 mila dollari si è aggiudicato la one-off è stato proprio Moray Callum, uno dei designer che firmò il progetto, autore anche di lavori per Jaguar e Aston Martin.

"Gli esterni – ha spiegato Callum durante l'asta - sono stati il risultato di una competizione interna in cui sono stati scelti e combinati due disegni, i miei e quelli del mio collega Claudio Messale. Il programma è stato poi gestito da mio fratello Ian che all'epoca lavorava anche alla Ford".

Tratti da vera concept

I tratti innovativi della concept car che alla rassegna americana attirarono la curiosità dei partecipanti sono il corpo in fibra di vetro blu, i pannelli in vetro sul tetto che si oscurano alla luce del sole, di cui uno è rimovibile, due tappi del serbatoio che si ispirano al mondo dell'aviazione e uno spoiler posteriore attivo. Completano i fari alla base del parabrezza, programmabili - secondo i documenti della Casa statunitense - come fendinebbia o luci di guida.

Pezzo da esposizione

L'auto, che ricorda la seconda generazione della Ford Probe (1988), è solo un pezzo da esposizione. Concepita per montare un V8, non ha propulsore e anche il volante non dispone di alcun collegamento effettivo con le ruote anteriori. Inoltre, delle quattro portiere totali, solo le due di sinistra consentono di accedere nell'abitacolo.

L'aspetto innovativo per l'epoca, e sconosciuto per un occhio contemporaneo, è la presenza di un lettore Cd a destra del volante e una console centrale che si sviluppa in verticale con alcuni comandi posti sul tetto, come in una cabina di pilotaggio. Sotto, una cloche simula il cambio di una trasmissione manuale, e dei pulsanti, anch'essi finti, destinati alla climatizzazione dei sedili anteriori e posteriori.

Proprio negli interni si intravedono i segni del tempo, come l'usura dei sedili o un taglio sulla porta del conducente. Ma nulla che potesse scoraggiare Moray Callum a spendere una cifra superiore all'effettivo valore dell'auto. Tornata a casa.

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