Ultimo aggiornamento  09 luglio 2020 13:43

Volvo serie 200, la grande storia.

Edoardo Nastri ·

Il 1974 è stato un anno importante per la Svezia: “Waterloo” del gruppo musicale Abba vince l’Eurovision Song Contest, Björn Borg giovanissimo tennista vince i primi tornei importanti come gli Internazionali d’Italia e la Volvo lancia la serie 200, la vettura di maggior successo nella sua storia. La gamma 200, che ha conosciuto diverse architetture come berlina, station wagon, coupé e persino limousine, è stata venduta in più di 2,8 milioni di esemplari dal lancio fino al 1993.

La prima vettura della serie è stata la 240 disegnata da Jan Wilsgaard che per quarant’anni, dal 1950 al 1990, si è occupato dello stile Volvo. La 240 era un’evoluzione in termini stilistici e tecnici della 140 ed è stata anticipata dalla concept car Vesc del 1972.

Caratterizzata da un design robusto e squadrato, la Volvo 240 era spinta da un motore quattro cilindri da 97 o 123 cavalli, il primo con carburatore, il secondo a iniezione. La vettura venne progettata per offrire alti standard di sicurezza e nel 1976 fu scelta come standard di riferimento dall’ente statunitense per la sicurezza del traffico Nhtsa.

Un bagagliaio per due

Verso la fine del primo anno di produzione arrivarono anche le sei cilindri, chiamate 260, 2.7 di cilindrata da 140 cavalli disponibili nelle due versioni DL e GL. Il potente propulsore utilizzato dal costruttore svedese veniva realizzato nel nord della Francia in joint venture con Renault e Peugeot. Una novità in termini di tutela ambientale arrivò nell’autunno del 1976. Volvo consegnò in California il primo lotto di vetture della serie 200 dotate di catalizzatori a tre vie e sensori Lambda. Il sensore Lambda faceva sì che il 90% dei gas nocivi, come idrocarburi e monossido di carbonio, fossero convogliati nel catalizzatore.

Grazie alla serie 200 Volvo si guadagnò la reputazione di costruttore di auto sicure, affidabili ed estremamente confortevoli. La 245 station wagon in particolare riscosse un grande successo in Italia e nel resto del mondo e divenne famosa per il capiente vano bagagli nel quale potevano addirittura essere installati due sedili supplementari contromarcia. La 245 ha segnato l’epoca delle grandi station wagon per viaggiare comodamente con la famiglia e da quel momento Volvo non ha più smesso di costruirle. L’ultima wagon realizzata è l’attuale V90 lanciata nel 2016.  

Limousine, Navetta e Coupé

Nei suoi 19 anni di carriera la Serie 200 è stata declinata in diverse versioni. Oltre alle due più classiche, berlina e station wagon, dal 1976 al 1981 il carrozziere torinese Bertone produsse in piccolissima serie e su richiesta la 264 TE (Top Executive), una limousine con passo allungato particolarmente apprezzata da ministri e capi di stato, dotata del massimo equipaggiamento possibile. I clienti erano industriali, funzionari di stato svedesi e, curiosamente, anche lo stato tedesco ne commissionò più di un esemplare.

Sul pianale della limousine venne anche realizzata la 245 T (Transfer), station wagon a passo lungo utilizzata prevalentemente come navetta per il trasferimento dei passeggeri dall’aeroporto al centro di Stoccolma. Bertone dal 1978 al 1981 produsse a Torino anche la 262C, una versione coupé decisamente elegante caratterizzata dal tetto in vinile e dalle evidenti cromature lungo la carrozzeria.

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