Ultimo aggiornamento  21 ottobre 2020 14:48

Il disastro di Le Mans.

Carlo Cimini ·

11 giugno 1955, la data più drammatica della storia dell’automobilismo sportivo. Esattamente 65 anni fa avvenne “il disastro di Le Mans”, un tragico evento che si verificò durante la storica corsa della 24 Ore nella città della Loira: persero la vita 84 persone e ne vennero ferite altre 120. 

L’accaduto

La Mercedes-Benz 300 SLR di Pierre Levegh, secondo, stava inseguendo sul rettilineo principale della pista la Jaguar D-Type di Mike Hawthorn, in testa alla corsa. Davanti a loro, la Austin-Healey guidata da Lance Macklin, prima monoposto a essere doppiata. 

Hawthorn superò Macklin e lo fece di netto, ma dopo poche decine di metri decise di entrare subito ai box. Una scelta azzardata, che fu presa all’ultimo istante, costringendo Macklin a inchiodare per evitare di colpire la Jaguar. La Austin, però, perse aderenza a causa di un tratto sporco di pista e cambiò direzione fino a occupare la parte sinistra del tracciato. Nel frattempo, dalle retrovie, la 300 SLR stava arrivando a velocità massima. Levegh non riuscì a sterzare e prese in pieno Macklin.

La Mercedes volò in aria, si schiantò sulla barriera, che divideva la pista dalla tribuna, e prese fuoco. Levegh morì insieme ad altri 83 spettatori. La monoposto color argento andò in frantumi e i pezzi volarono via verso la tribuna come proiettili.

Nonostante la situazione d'emergeza, la gara non fu interrotta. Secondo le dichiarazioni ufficiali degli organizzatori dell'epoca, la decisione fu presa per evitare che la gente lasciasse il circuito, intasando le strade e ostacolando così l’arrivo dei soccorsi.

Svizzera: addio alle corse

In seguito all’incidente, molti appuntamenti del motorsport furono cancellati e la Svizzera decise di vietare lo svolgimento di gare automobilistiche sul proprio territorio (una normativa in vigore ancora oggi). La Mercedes vinse il campionato del mondo, ma si ritirò dalle corse in segno di rispetto per le vittime. Un'assenza che durò 32 anni, fino al 1987. Da questo episodio in poi si decise di rendere più sicuri i circuiti, sia per gli spettatori che per i piloti: tra le novità, l'inserimento delle vie di fuga.

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