Ultimo aggiornamento  09 dicembre 2021 09:29

Industria auto: la crisi costa 72 miliardi di dollari.

Redazione ·

Da diversi anni l'industria automobilistica sta affrontando seri problemi finanziari. Ora, con la nuova crisi causata dal coronavirus e il conseguente crollo del mercato, la ripresa potrebbe slittare e richiedere ancora più tempo del previsto, afferma uno studio di AlixPartners, importante società americana di consulenza.

L'interruzione della produzione nel mondo di otto settimane ha sconvolto i piani del settore e ha prodotto per l'automotive un debito complessivo di 72 miliardi di dollari. Secondo gli analisti, potrebbero volerci almeno cinque anni affinché l'industria si riprenda.

La mobilità elettrica non genera profitti

Le difficoltà del settore si erano già avvertite l’anno scorso quando in un altro report sempre AlixPartners, aveva sottolineato come gli investimenti effettuati dalle Case automobilistiche, per accelerare lo sviluppo della tecnologia a guida autonoma e dei veicoli elettrici, non avrebbero generato profitti nel breve termine ma solo un "profit desert". E si spiega, quindi, la tendenza dei costruttori a collaborare tra loro o con start-up tecnologiche. Il modo più immediato per ridurre i costi. 

A livello globale, le vendite di auto sono in calo dal 2017, quando si raggiunse il picco di 94 milioni. Per il 2020, la società americana prevede 13,6 milioni di volumi di vendita solo negli Stati Uniti, molto meno rispetto ai 17,1 milioni dell'anno scorso.

Secondo Alix Partners, il settore potrebbe tornare ai dati di vendita precedenti all'emergenza sanitaria solo nel 2025. Una lenta ripresa ostacolata dalla riduzione della domanda da parte dei consumatori e dalla necessità di estinguere il debito. Ciò significherà - e già sta avvenendo - tagli alla forza lavoro e chiusure degli impianti.

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