Ultimo aggiornamento  09 luglio 2020 13:56

Monza c'è, l'estate calda della Formula 1.

Umberto Zapelloni ·

La firma ha cancellato gli ultimi dubbi: il Gran premio d’Italia si svolgerà a Monza il 6 settembre, come da calendario originale pre Covid-19. Automobile Club d’Italia e Formula 1 hanno firmato un nuovo accordo che allunga il precedente (siglato lo scorso settembre in Piazza del Duomo a Milano) fino al 2025. Un anno in più e l’azzeramento di quanto dovuto in questa stagione, considerando che la gara dovrebbe svolgersi (come le altre sette in calendario finora) a porte chiuse. Usiamo il condizionale perché la speranza di poter aprire almeno le tribune, esiste. Se con distanziamento sociale riapriranno cinema, teatri e forse gli stadi (la serie A punta a farlo per le ultime giornate) non si vede perché non si possa pensare di fare qualcosa di simile anche in un autodromo dove, tra l’altro, non ci si abbraccerebbe dopo ogni gol.

Quello che purtroppo non vedremo sarà la grande folla sotto al podio. Il mare rosso che l’anno scorso ha festeggiato Leclerc quest’anno purtroppo non potrà essere di sicuro, anche se a vincere fosse ancora Charles. Ma anche sul podio la scenografia sarà differente: sarà infatti vietato darsi battaglia a suon di bollicine di champagne…

Primo sport a livello internazionale

L’importante per la F1 è comunque ripartire. Sarà il primo sport a livello internazionale a farlo. Le gare in calendario finora sono otto, ma entro fine giugno ne verranno inserite altre. Si conta di arrivare a 15/18 gran premi, allungando ancora la stagione europea dopo Monza con il Mugello che sogna di ospitare una seconda gara italiana (lo sogna anche Imola, ma pare più difficile).

Il calendario previsto

Partenza il 5 luglio in Austria, poi una settimana dopo ancora in Austria ma per il Gp della Stiria. Quindi il 19 luglio si va in Ungheria, poi 2 e 8 agosto appuntamento a Silverstone per il British Gp e il Gran premio del 70° anniversario. Ferragosto (il 16 per la precisione) a Barcellona e poi 30 agosto in Belgio e 6 settembre a Monza. Per ora gli appuntamenti doppi sono due, ma c’è la possibilità che a fine stagione anche in Bahrain si possa gareggiare due volte. Molto dipenderà anche dalla situazione del virus in Messico e Brasile dove oggi la situazione è drammatica.

Usa, punto interrogativo

Anche sugli Stati Uniti c’è un punto interrogativo e potrebbe rientrare in gioco Indianapolis (con il circuito stradale) al posto di Austin. Chase Carey, il patron della società organizzatrice Liberty Media, ha comunque detto che le gare in calendario si disputeranno perché i governi degli stati interessati hanno detto sì (l’Austria riaprirà agli italiani prima di allora) e che anche in caso venga scoperta una positività il carrozzone non si fermerà. Neppure dovesse trattarsi di un pilota: “Le squadre hanno le loro riserve”, ha detto Carey.

Protocollo di sicurezza

Ci sarà un protocollo di sicurezza da rispettare con un’ottantina di persone per team, nessuna hospitality nei paddock, hotel nelle vicinanze, voli charter, pranzi serviti dalla stessa struttura per tutti. Si sta ancora valutando la possibilità di aprire a una parte dei giornalisti accreditati permanentemente oltre a quelli delle tv. L’idea è di rinchiudere il mondo della F1 in una bolla e di mettere in moto i motori.

A Silverstone e a Fiorano

Mercedes e Ferrari giocheranno d’anticipo: la prossima settimana proveranno con vetture di due anni fa (le regole non consentono l’uso di monoposto più recenti) per togliere un po’ di ruggine a piloti e meccanici. Hamilton e Bottas andranno in pista a Slverstone; Vettel e Leclerc probabilmente a Fiorano. Bentornati.

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