Ultimo aggiornamento  12 luglio 2020 15:08

Lada Niva, addio all'Europa.

Edoardo Nastri ·

La Lada Niva dice addio al mercato europeo. Secondo il sito tedesco Autonotizen, gli importatori del modello in Germania avrebbero già ordinato gli ultimi lotti disponibili e, una volta esauriti, la storica fuoristrada non sarà più venduta. La filiale Lada Germany rimarrà in vita solo per il commercio dei pezzi di ricambio.

Finisce così la vita in Europa della Niva, il fuoristrada russo (nato sovietico) in vendita dal 1977 oggi prodotto dalla Lada-Vaz, società controllata dall’Alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi, negli stabilimenti di Togliattigrad. La Niva è un pezzo di storia dell'automobilismo anche per la sua particolare genesi se si pensa che il primo prototipo venne presentato ufficialmente nel 1976 al XXV Congresso del Partito comunista sovietico e che da allora non ha mai smesso di essere prodotta né ha subito cambiamenti radicali, ma solo semplici aggiornamenti. 

Troppa CO2 

Via la Niva, in Europa l’Alleanza punterebbe soltanto sulla Dacia Duster che per il gruppo incarna le doti di fuoristrada a basso costo, proprio come la Niva venduta in Russia a un prezzo che parte da circa 8mila euro. Ma a differenza del fuoristrada russo, la Duster emette meno CO2 per ogni chilometro percorso, un punto fondamentale per vendere vetture nel Vecchio continente, ha un adeguato pacchetto di dispositivi di assistenza alla guida e un sistema infotainment aggiornato.

La Lada Niva è sempre stata caratterizzata da essenzialità e razionalità. La vettura è dotata di una minima elettronica di bordo per poter essere riparata facilmente in ogni condizione. Prima dell’arrivo della versione a iniezione elettronica il fuoristrada poteva addirittura essere avviato a manovella per agevolare la partenza nei climi artici.

Aggiornamenti rari

Le doti di assoluta affidabilità e robustezza hanno fatto della Lada Niva un mito. Lo stile non è cambiato mai in maniera radicale, anzi: nel 2014 dopo 37 anni di produzione il design è stato aggiornato con una nuova griglia, cerchi in lega inediti e ha debuttato l’allestimento Urban, con una strumentazione di bordo più completa rispetto alla versione base.

Nel 2018 è arrivata la versione Bronto, da quel momento l’unica esportata in Europa, caratterizzata da assetto rialzato, barre sul tetto, parafanghi più pronunciati e, soprattutto, da motori omologati secondo la normativa Euro 6D-Temp. Nel 2020 l'ultimo aggiornamento ha dotato il divanetto posteriore dei poggiatesta. Questo però non è bastato a tenere in vita per il nostro mercato un modello che ha fatto dell’essenzialità la sua vocazione, ma che oggi difetta in sicurezza e tecnologia a causa dei mancati aggiornamenti in tutti questi anni di onorata carriera.

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