Ultimo aggiornamento  27 ottobre 2020 12:51

Il futuro di Alpine, più sì che no.

Edoardo Nastri ·

Dopo l’annuncio da parte del gruppo Renault di tagli che interessano produzione e posti di lavoro (quasi 15mila a livello globale) il destino del suo marchio sportivo Alpine sembra essere in discussione. Con un solo modello in gamma, la A110 del 2017, sembra difficile trovare nuove risorse da investire nel brand francese. O forse no. 

Luca de Meo, il manager che ha lasciato la presidenza di Seat per diventare dal prossimo 1 luglio l’amministratore delegato del gruppo Renault, da buon italiano appassionato di motori ama i marchi sportivi. A dimostrarlo è la sua storia professionale. Dopo essere entrato nel gruppo Fiat nel 2003 e aver curato con Lapo Elkann il lancio della Fiat 500, è riuscito a dare una nuova vita all’Abarth, il marchio sportivo del gruppo torinese di cui è stato anche amministratore delegato. E' stato anche a capo di Alfa Romeo, lanciando la piccola Mito tre porte.

Il caso Cupra 

Quando nel novembre 2015 viene nominato presidente di Seat ottenendo rapidamente ottimi risultati grazie a nuovi investimenti in modelli e tecnologie, ci riprova inventandosi il marchio Cupra, un tempo solo un allestimento riservato alle Seat più sportive e da febbraio 2018 un brand vero e proprio. Il primo modello di serie è stata la Cupra Ateca, versione pepata dell’omonimo suv Seat, il secondo sarà la Formentor, ibrida ricaricabile al debutto in autunno.

Che farà di Alpine? De Meo potrebbe decidere di salvare questo marchio, vista la sua passione per brand di questa natura e un certo gusto per le sfide. Non che a Renault ci siano poche cose da fare: “L’azienda si sta giocando la sopravvivenza”, ha detto il ministro francese dell’economia Bruno Le Maire. Per restare in pista, il gruppo ha messo a punto un piano da 2 miliardi di euro di risparmi in tre anni e ha appena ottenuto un prestito di 5 miliardi con garanzia pubblica.

"La fabbrica non è efficiente"

“Alpine fa parte della nostra storia ma al momento la fabbrica di Dieppe (dove viene prodotta la A110) non è efficiente”, ha detto Clotilde Delbos, attuale ceo del gruppo francese nel corso della presentazione del piano, la settimana scorsa. Di sicuro, ridare vita a un marchio di nicchia non è facile. Soprattutto nel caso di Alpine, che fa parte del gruppo Renault dal 1973 e che ha conosciuto la gloria nelle competizioni rallistiche nel ventennio 1960-80.

Il piano per una nuova Alpine dovrebbe prevedere l’elettrificazione dei modelli, proprio com'è avvenuto con Cupra, imprescindibile per rispettare i limiti sulle emissioni di CO2 in Europa, e sempre come per Cupra l'utilizzo anche di architetture anticonvenzionali per un marchio sportivo come quella crossover, oggi la preferita dai mercati. Dall'1 luglio tutto sarà nelle mani di de Meo. 

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