Ultimo aggiornamento  05 agosto 2020 22:19

Gm e Ford contro il razzismo.

Linda Capecci ·

General Motors e Ford si schierano contro la discriminazione razziale negli Stati Uniti, dopo l'uccisione dell'afroamericano George Floyd da parte di un poliziotto a Minneapolis la scorsa settimana che sta infiammando l'America. Prendendo posizione in modo netto, così come hanno già fatto colossi di altri settori come Apple, Netflix, Amazon e Nike.

La lettera di Mary Barra

In una lettera ai dipendenti, pubblicata lunedì, l'amministratore delegato di GM Mary Barra sottolinea di essere "incredula e disgustata" per l’accaduto e sottolinea la necessità di "guidare individualmente e collettivamente" il cambiamento.

"Le recenti morti di George Floyd, Ahmaud Arbery e Breonna Taylor si aggiungono all'inconcepibile elenco di neri americani che hanno perso la vita per il colore della loro pelle", ha scritto Barra. "Sono stanca e disgustata dal fatto che, come nazione, sembriamo essere concentrati nella discussione passiva sul 'perché'. 'Perché' questo accade? 'Perché' la risposta è così viscerale? Smettiamo di chiederci 'perché' e cominciamo a chiederci cosa possiamo fare per guidare un cambiamento significativo. Come una delle più grandi aziende globali ci impegniamo per l'inclusione. Condanniamo l'intolleranza  e così razzismo, bigottismo, discriminazione e qualsiasi altra forma di odio. Ci opponiamo alle ingiustizie. Ma mettere per iscritto quella che è la nostra posizione non è sufficiente. Stiamo agendo concretamente".

Mary Barra guiderà lei stessa, racconta, un comitato fatto di interni ed esterni perché il suo gruppo automoblistico diventi l'azienda "più inclusiva al mondo, perché la consapevolezza porta al dialogo, il dialogo porta alla comprensione e la comprensione porta al cambiamento”.

Le parole di Bill Ford

Anche Bill Ford, presidente del gruppo omonimo, e il suo amministratore delegato Jim Hackett hanno preso posizione in un comunicato sulla uccisione di George Floyd, parlando di "razzismo sistemico" americano, le stesse parole usate dal candidato democratico alla Casa Bianca Joe Biden.

"Questo è un momento straordinario della nostra storia - scrivono i top manager di Ford - siamo alle prese con una crisi della sanità pubblica che ha causato centinaia di migliaia di vittime, uno shock economico che ci ha messo alla prova e ci ha costretti ad agire in modo diverso. Durante tutto questo, la tragica morte di George Floyd, sommata da altre inconcepibili uccisioni nel corso degli anni, ha scatenato decenni di rabbia collettiva e frustrazione per un inaccettabile abuso di potere e autorità. Un dolore che si fa sentire in tutte le comunità che i nostri dipendenti chiamano casa. Il peso di queste sfide ricade sulla comunità nera. Abbiamo osservato questa disparità tra i membri del team Ford colpiti da Covid-19 e le disparità economiche nella nostra città, Detroit, sui membri del nostro team. Non ci sono risposte facili e non ci interessano azioni superficiali. Questo è il momento di impegnarci a creare la cultura giusta e inclusiva che i nostri dipendenti meritano".

Ford ha dichiarato di voler aprire un dialogo ancora più profondo all'interno della società, organizzando incontri con i dipendenti che coinvolgano la Ford African Ancestry Network (FAAN). 

"Siamo un'azienda fatta di persone straordinarie di ogni razza, religione e provenienza e consideriamo le nostre differenze uno dei nostri grandi punti di forza. Vorremmo dire che il razzismo non ha posto nella nostra società, ma sappiamo che è un problema sistemico e non possiamo chiudere un occhio o accettare l'oppressione. In un periodo di difficoltà e di sconvolgimenti, una cosa è certa: rimaniamo una famiglia e un'azienda che è più forte insieme e impegnata nella giustizia razziale e sociale.

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