Ultimo aggiornamento  10 luglio 2020 19:27

Mercato Italia, la ripresa non c'è.

Paolo Odinzov ·

Nonostante sia finito il lockdown e abbiano riaperto le concessionarie, anche nel mese di maggio il mercato dell’auto ha registrato in Italia un pesante crollo delle vendite: -49,4%. E soprattutto, dicono gli operatori, per la maggior parte si è trattato di immatricolazioni di auto ordinate prima dello stop.

100.597 vetture rispetto alle 198.617 del 2019

In tutto sono state immatricolate 100.597 vetture rispetto alle 198.617 del 2019, che valgono una perdita di 49,4 punti in percentuale ed evidenziano tutto lo stato di crisi del comparto. Non bastano infatti 2 giorni lavorativi in meno (20 contro 22), rispetto a maggio dello scorso anno, a giustificare dei numeri così negativi, dovuti in parte alla grave situazione economica generata dalla pandemia, ma anche e soprattutto alla mancanza di un piano di incentivi da parte del governo idonei a far ripartire le vendite dopo due mesi di blocco totale. Il risultato rende inoltre ancora più pesante la flessione nel totale delle immatricolazioni da gennaio, con 454.829 targhe contro le 914.200 del 2019 per un tracollo del 50,2%.

Perdono tutti i canali di vendita

A perdere nel mese sono tutti i canali di vendita. Vanno giù del 35,2% i privati, del 69,2% il noleggio e del 57,5% le società. E lo stesso vale per i segmenti dove a pagare maggiormente sono le auto piccole (segmento A) che scontano –59,1% nelle immatricolazioni passando dal 17,2% al 13,9% di quota.

Anche le carrozzerie riportano tutte il segno meno, mentre riguardo alle alimentazioni crescono le immatricolazioni delle vetture con motorizzazioni alternative, con le ibride che guadagnano il 18% (12.618 unità) e le elettriche a +54,9% (1.816 unità). A fronte di una contrazione delle auto a benzina in calo del 52,1% (a 41.466 unità), di quelle diesel che perdono il 56,4% (36.309 unità) e dei modelli Gpl e metano con -50,8% e -48,6%.

Segno più solo per Ferrari

Tra i costruttori solo la Ferrari registra una performance positiva con 62 vetture immatricolate rispetto alla 42 di maggio 2019 che le valgono un incremento del +47,6 %.

Centinaia di imprese a rischio chiusura

“Il dato delle immatricolazioni di maggio conferma la gravità della crisi senza precedenti che sta attraversando il settore auto, Chiediamo ancora al governo l’adozione di un intervento verticale, con misure specifiche, che includa un programma strutturale teso a facilitare il ricambio del vetusto parco circolante, pericoloso sia per l’ambiente sia per la sicurezza dei cittadini, oltre a scongiurare il rischio di chiusura nei prossimi mesi di centinaia di imprese della filiera della distribuzione auto con la scomparsa di decine di migliaia di posti di lavoro”, ha detto il presi dente della Unrae (Unione Nazionale Rappresentatiti Veicoli Esteri) Michele Crisci.

A giugno potrebbe andare peggio

Per Salvatore Saladino, country manager di Dataforce Italia, “il risultato di maggio, nonostante la riapertura dei concessionari e nonostante le reti avessero in giacenza le vetture da immatricolare accumulate a marzo e ad aprile, conferma che il flusso dei nuovi ordinativi è troppo basso e a giugno c’è il rischio che le immatricolazioni possano ulteriormente scendere”.

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