Ultimo aggiornamento  12 luglio 2020 15:38

Bolzano: idrogeno avanti tutta.

Marina Fanara ·

"In questo momento di riapertura, la tentazione di tornare tutti in auto è molto forte: non dobbiamo allentare la nostra spinta verso tecnologie innovative di spostamento che per noi vogliono dire idrogeno e sull'idrogeno non molliamo". Daniel Alfreider, assessore alla Mobilità della provincia di Bolzano, ci spiega che è proprio il post emergenza la leva per accelerare le politiche ambieentali. Il primo passo della Fase 2 è stato l'approvazione in Giunta del Piano strategico su energia e mobilità per stoccare l'elettricità ricavata in modo sostenibile con l'idrogeno.

"Dobbiamo concentrare gli investimenti su queste tecnologie e non solo sulla costruzione di nuove strade e autostrade", spiega, "si tratta di risorse che potrebbero avere immediati risvolti positivi sui livelli occupazionali e sulla produttività del Paese".

"Corridoio verde", veicoli in prova

Le nuove politiche di mobilità di Bolzano, quindi, si stanno concentrando, oltre che sul potenziamento del trasporto pubblico a zero impatto e della ciclabilità, sul corridoio dell'idrogeno lungo l'asse del Brennero, sulla A22, l'Autostrada del Brennero appunto che dovrà diventare un "corridoio verde". Il progetto di fattibilità è stato concluso, ora si sta lavorando alla fase esecutiva, ovvero le misure attuative del piano con la lista e la tempistica degli interventi prioritari da mettere subito in campo e da concludersi entro il 2021.

In primo luogo, si sta provvedendo ad aumentare a 6 megawatt la potenza delle attuali e future colonnine, per ora ce n'è solo una allo svincolo Bolzano sud, ma dovranno diventare 5, una ogni circa 150 chilometri, compreso il territorio austriaco. Per l'avvio della sperimentazione vera e propria, anticamera della fase attuativa del progetto sono stati costituiti tre gruppi di lavoro. Il primo riguarda i mezzi pesanti: alcuni grandi autotrasportatori (tra cui la Fercam con i camion elettrici Tesla alimentati a idrogeno) hanno già dato la propria disponibilità a investire su prototipi a zero emissioni da utilizzare per i tragitti lungo la A22.

Il secondo gruppo di lavoro si concentrerà sulla sperimentazione degli autobus elettrici e il terzo gruppo si occuperà delle nuove stazioni di rifornimento integrate (per tutti i tipi di veicoli, pesanti e leggeri, anche elettrici ed ibridi) e degli interventi necessari ad aumentare la capacità dell'attuale centro a idrogeno (il primo in Italia e l'unico aperto al pubblico sia per camion e bus che per le auto) adiacente all'uscita della A22 (Bolzano sud).

Il ruolo del governo

"In Europa", insiste l'assessore Alfreider, "si sta accelerando per realizzare nei prossimi anni una rete di un centinaio di punti di rifornimento per l'idrogeno. Non possiamo perdere il treno e rischiare di essere tagliati fuori. Su questo il governo ci ha manifestato piena disponibilità. Ma la politica non può fare tutto. I privati devono investire mentre lo Stato deve garantire le circostanze, il quadro normativo nel quale si opera e dare la spinta iniziale con incentivi e facilitazioni: detrazioni fiscali per chi acquista veicoli a zero emissioni, esenzioni sui pedaggi e sul bollo".

Un altro capitolo sul quale l'Amministrazione provinciale di Bolzano vuole attirare l'attenzione del governo è utilizzare l'energia lì dove è prodotta, senza disperderla. "Noi abbiamo un bacino idroelelettrico naturale che sfruttiamo appieno, direttamente sul posto. Non immettiamo tale energia in rete e per questo chiediamo l'azzeramento della tassa di rete: abbiamo già presentato un emendamento al decreto rilancio che dovrà essere convertito in parlamento".

Entro il 2030, -45% di CO2

"L'idrogeno è una carta vincente, sarà in grado di combinare mobilità, energia e innovazione e questo ci permetterà una minore dipendenza dai combustibili fossili, mantenendo risorse economiche che altrimenti andrebbero spese in importazione di petrolio, e di tagliare le emissioni di CO2 di circa il 45% entro il 2030", sottolinea Alfreider. "L'Alto Adige deve posizionarsi bene per partecipare ai programmi di finanziamento dell'Unione europea per azioni alternative che dovrebbero iniziare nel 2020. Il piano generale per l'idrogeno è fondamentale: nel nostro territorio oltre il 40% delle emissioni di biossido di carbonio proviene dal traffico stradale". 

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