Ultimo aggiornamento  14 luglio 2020 15:48

Auto elettrica: il 13% degli italiani "pronti".

Patrizia Licata ·

In Italia, uno studio calcola che il 13% di automobilisti privati potrebbe acquistare da subito un’auto elettrica senza cambiare abitudini, usando un punto di ricarica domestico per andare in pareggio con i costi rispetto a un’auto a benzina in meno di 8 anni, grazie agli attuali incentivi statali su acquisto e bollo. Lo afferma un’indagine condotta dai ricercatori del laboratorio "Move" del Politecnico di Milano (Polimi). Le statistiche si basano sull’analisi di oltre 100 milioni di viaggi di veicoli privati, monitorati su un periodo di 12 mesi e valutando, tra i vari parametri, le percorrenze e il posizionamento dell’abitazione.

Pronti all’elettrico?

Il 50% dei veicoli privati in Italia non effettua mai viaggi giornalieri di distanza maggiore dell’autonomia media dell’auto a batteria (circa 300 chilometro effettivi) in un intero anno: per questo il Polimi ritiene plausibile il passaggio all’auto elettrica senza limitazioni agli utilizzi attuali. Ma se guardiamo all’analisi del posizionamento dell’abitazione per quantificare la probabilità di avere un punto di ricarica domestico, la percentuale dei veicoli totali del parco auto che potrebbe essere immediatamente convertita all’elettrico scende al 13%.

La ricarica domestica “si può fare”

Poter disporre di un punto di ricarica a casa non è sempre facile, soprattutto per chi vive in città. Senza considerare le spese: una wallbox installata in un garage personale costa circa 1.500 euro. “La nostra analisi ha tenuto esplicitamente conto del fatto che in alcune zone, ad alta densità di popolazione, la probabilità di poter installare un punto di ricarica domestico è bassa”, sottolineano i professori Sergio Savaresi e Silvia Strada del Polimi. “Per quanto riguarda i costi, tuttavia, in numerose zone d'Italia ci sono o si stanno pianificando incentivi per coprire l’acquisto della wallbox”. L’opportunità di accelerare la diffusione di veicoli a batteria è concreta.

Un nuovo modello: elettrico più noleggio

Lo studio del Polimi ha anche evidenziato che il calcolo di questo 13%  balza al 34% se si includono tutte le auto che oggi vengono usate solo un massimo di cinque giorni l'anno per percorrenze superiori all’autonomia media dell’auto a batteria. Per questo è ipotizzabile che si affermi un nuovo modello: all'acquisto di un'auto elettrica si affianca il noleggio per alcuni giorni l’anno di un'auto tradizionale, in modo da garantire la massima flessibilità nei viaggi lunghi. “Le case automobilistiche, le compagnie assicurative e le società di noleggio stanno già lavorando per proporre pacchetti di questo tipo”, sottolineano Savaresi e Strada. 

Scetticismo sulle colonnine pubbliche

L’analisi del Polimi ha cercato di capire se c'è una fetta del parco auto italiano “pronto subito” ad essere convertito all’elettrico anche senza le colonnine pubbliche. Perché, secondo i professori Savaresi e Strada, “ad oggi questo è l'ostacolo maggiore. Nella nostra analisi abbiamo provato a capire il potenziale delle auto che non hanno necessità della sosta in autogrill perché la ricarica veloce presso le stazioni di servizio autostradali non è questione di rapida soluzione per i costi e tempi di sviluppo per l’infrastruttura, i cui ritorni sono anche incerti”. Invece, “un’azione facile e poco costosa sarebbe quella per gli enti locali di agevolare l’installazione di punti di ricarica privati all'interno del box o condominiali”, sottolineano Savaresi e Strada. “Anche senza altre misure, per una significativa percentuale delle auto degli italiani il passaggio all’elettrico è relativamente semplice e può avvenire subito”. 

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