Ultimo aggiornamento  05 agosto 2020 21:34

Aston Martin, cambio al vertice.

Redazione ·

Ancora novità nel management del gruppo inglese Aston Martin: dopo l’ingresso del miliardario canadese Lawrence Stroll. Ora la stampa britannica annuncia l’imminente passo indietro dell'amministratore delegato Andy Palmer che dovrebbe lasciare il suo posto quanto prima. A sostituirlo sarebbe Tobias Moers, attualmente ceo di Mercedes-AMG, l'azienda che realizza le supersportive per il gruppo tedesco.

Mercedes Benz detiene il 5% delle azioni dello storico costruttore di Gaydon, il marchio preferito della spia cinematografica James Bond.

La notizia, riportata tra gli altri da Reuters e dal Financial Times, non è stata confermata da Aston Martin che si è limitata a parlare di “revisione del team di gestione” ma dovrebbe diventare ufficiale martedì 26 maggio. No comment anche da parte del gruppo tedesco e dallo stesso Palmer che – sempre a detta della stampa – non sarebbe stato informato dell’imminente annuncio.

Crisi profonda

La situazione finanziaria di Aston Martin è da tempo molto difficile. Il marchio è entrato in Borsa nel gennaio del 2018 ma da allora il prezzo delle sue azioni è sceso del 93%. In crisi di liquidità – tanto da dichiarare mesi fa di non avere fondi sufficienti per arrivare a fine dell’anno – il costruttore inglese ha ricevuto nel gennaio del 2020 un investimento da 600 milioni di euro da Lawrence Stroll, continuando comunque a navigare in cattive acque.

In marzo l'agenzia di rating internazionale Standard&Poor’s ha rivisto la valutazione del debito della Casa britannica, declassandola da CCC+ a CCC, mettendola quindi nel settore “junk” (spazzatura). Questo soprattutto a causa dell’indebitamento che ha raggiunto i 900 milioni di sterline.

Speranza nel suv

L’epidemia di coronavirus che ha di fatto bloccato sia la produzione che il mercato auto in tutto il mondo ha contribuito ad aggravare il quadro. Nel primo trimestre 2020, Aston Martin ha venduto soltanto 578 vetture, il 45% in meno delle 1.057 dello stesso periodo dell'anno precedente e registrato perdite, al netto delle imposte, pari a 133,6 milioni di euro.

Con l’allentarsi del “lockdown” nel Regno Unito, la produzione nelle fabbriche ha ripreso a marciare anche se la maggior parte della forza lavoro è ancora in cassa integrazione.

La scommessa sul futuro è il suv DBX, il primo del marchio che dovrebbe arrivare in commercio entro l’estate. Fino a prima dello stop imposto dalla pandemia, ne erano state prenotate già oltre 2mila unità

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