Ultimo aggiornamento  12 luglio 2020 15:54

Formula E, futuro in pista e fuoristrada.

Umberto Zapelloni ·

La stagione 6 della Formula E doveva essere quella della scossa definitiva. L’arrivo di Mercedes e Porsche aveva arricchito ancora di più il numero delle case ufficiali presenti al campionato elettrico. Con Audi, Bmw, Porsche, Jaguar, Nissan, DS, Mahindra, Nio i grandi costruttori (italiani esclusi) sono in pratica tutti coinvolti.

Dopo le prime 5 gare della stagione 2019-2020 però anche la Formula E ha dovuto piegarsi al virus e dirottare i suoi piloti sulle gare virtuali organizzando il campionato chiamato "Rest at home Challenge". I piloti ufficiali più qualche ospite illustre hanno cominciato a darsi battaglia con i simulatori (tutto in diretta sui canali social ufficiali della Formula E) con le case ufficiali pronte a emettere i loro comunicati dopo ogni tappa. Ma la Formula E anche in questo ha voluto distinguersi, raccogliendo ad ogni competizione virtuale, fondi per l’Unicef.

Cambio pelle

Ma che futuro attende la Formula E? Cinque gare non bastano certo a proclamare il sesto campione del mondo. L’intenzione è quella di ripartire a fine agosto in Europa, con l’idea di trasferirsi in circuito e gareggiare a porte chiuse. La Formula E abituata a disputare le sue gare in centro città deve cambiare pelle per poter correre in sicurezza e limitare gli ingressi agli addetti ai lavori. 

La Nascar ha ricominciato domenica scorsa in America ammettendo 900 persone in pista e monitorando tutti i presenti. “E’ importante dare un po’ di spettacolo alla gente a casa”, ha dichiarato Alejandro Agag, l’uomo che nel 2014 ha dato il via al campionato riuscendo ad attirare tutti i grandi costruttori. Anno dopo anno la Formula E ha cominciato a migliorare anche i suoi bilanci e l’anno scorso era arrivata vicino al pareggio. La grande svolta era ormai nell’aria.

Dalle città alle piste e in off road

Adesso il virus oltre a cambiare il calendario finale della sesta stagione e a snaturare il campionato portandolo in pista (per l’Italia si parla di una possibile tappa a Vallelunga), sta riprogrammando il futuro. Per la prossima stagione era previsto il passaggio alle vetture Evo della Gen2 e poi alla Gen 3. Ora tutto pare destinato a slittare un po’ come in Formula 1 con l’arrivo della Gen 3 rinviato al 2023.

Il grande vantaggio della Formula E è che una stagione costa 12 milioni di euro, un budget che ogni casa può permettersi anche in tempi di crisi, soprattutto per promuovere una tecnologia che rappresenta il futuro. “L’auto elettrica non solo resterà al centro delle priorità per i prossimi dieci anni, ma diventerà ancora più importante”, assicura Agag che sta lanciando una nuova sfida a batteria, la versione off-road della Formula E. Il progetto Extreme E, The Electric Odyssey, prevedeva gare in Amazzonia e Groenlandia e il via a gennaio 2021 sul lago rosa di Dakar. Ma il virus molto probabilmente, farà slittare anche quest’avventura estrema, ma completamente elettrica.

Tag

Alejandro Agag  · Extreme E  · Formula E  · Nascar  · Unicef  · Vallelunga  · 

Ti potrebbe interessare

· di Redazione

Durante il Gran premio online, il pilota Audi Daniel Abt è arrivato terzo ma barando: ha ceduto la sua postazione a un professionista del joystick. Maxi multa e squalifica

· di Redazione

La sindaca Virginia Raggi: "La nostra città sarà pronta a questa sfida. La Capitale rimarrà simbolo della competizione per altri 4 anni"