Ultimo aggiornamento  27 maggio 2020 02:26

Come eravamo: Alfa 6 (1979).

Alberto Bellucci ·

COME VA L'ALFETTONA? Articolo pubblicato sul numero 120 de l'Automobile del 26 maggio 1979

Di berline sopra i 2000 in Italia non se ne vendono più di ottomila l'anno (cioè neppure l'un percento delle immatricolazioni globali). E, di queste, solo poche centinaia sono di produzione italiana: il grosso della torta se lo spartiscono gli stranieri (tedeschi, soprattutto). Presto, però, una fetta del dolce dovrebbe andare anche all'Alfa: grossa? piccola è presto per dirlo. "È un rischio che dovevamo correre - dice Ettore Massacesi, presidente dell'Alfa Romeo - ma bisognava decidere se passare in conto perdite i miliardi già spesi per il nuovo modello o prendere il coraggio a quattro mani e avviarne la produzione".

Tuttavia se il mercato italiano delle grosse cilindrate tira poco, quelli esteri vanno gonfie vele e l'Alfa, con tutto il suo prestigio, può contare di piazzare il grosso delle diecimila nuove sei cilindri che verranno prodotte ogni anno (solo in Europa c'è un mercato potenziale di 300 mila unità annue). Ma come va l'Alfettona? È all'altezza della concorrenza straniera? Con i suoi 160 cavalli (una potenza che nessun'altra berlina di questa cilindrata ha), per prestazioni sportive, il comfort e la qualità del prodotto si colloca piuttosto al di fuori della concorrenza: è, come tutte le Alfa, un'auto a sé.

I Prezzi

Su strada, immatricolazione e iva al 35 per cento compresa, la nuova Alfa 6 costa 19 milioni e 845 mila lire. Anche se elevato, questo prezzo include molti accessori che altre case spesso fanno pagare a parte. Per fare un confronto, l'Alfa 6 costa come una Mercedes 280 S e due milioni in più della Bmw 728.

Il posto di guida

Sportiva (il volante è regolabile), ma anche comoda la posizione di guida. Tutto, inoltre, vi è stato progettato ai fini della sicurezza: dall'altezza dei fari regolabile con un pomello allo speciale interruttore che chiude istantaneamente l'afflusso di benzina in caso di forte urto (per eliminare il pericolo di incendi). Ben visibile, ma poco Alfa nel disegno, la strumentazione ed eccezionale la dotazione di accessori: non mancano le tendine parasole al lunotto, i vetri tutti azzurrati e con apertura elettrica, il sedile regolabile elettricamente in altezza, eccetera.

L'abitacolo

Non particolarmente spaziosa all'interno, considerate le dimensioni di ingombro (ma un quinto passeggero ci sta malgrado il grosso tunnel della trasmissione), l'Alfa 6 è però molto comoda grazie all'ottimo disegno dei sedili e ai moltissimi accessori. Buone le finiture, anche se di gusto americano (brutto il volante), e abbastanza capiente il portabagagli (circa 500 litri).

Su strada

Guidandola, l'Alfa 6 rivela tutte le sue virtù. Ma a parte le prestazioni di assoluto rilievo (la velocità massima effettiva sfiora i 200 e per il chilometro da fermo occorrono appena 30 secondi), a stupire di più sono il comfort che non fa quasi avvertire la velocità e l'elevata sicurezza attiva (tenuta di strada e freni). Non proprio silenziosissima (ma nessuno si sarebbe aspettato altrimenti da un'Alfa), la sei cilindri ha un piacevole rombo agli alti regimi. Da veri intenditori il cambio, del tipo Porsche con innesti invertiti che richiedono assuefazione: piacerà poco a chi è abituato a leve morbide e docili ma verrà apprezzato dagli sportivi (cui magari l'auto non è destinata). Al limite dei giri (c'è un limitatore automatico a 6400 g./m. circa) si fanno 85 in tachimetro in seconda, quasi 120 in terza e 170 in quarta. Grazie alla buona distribuzione dei pesi e al ponte posteriore De Dion, la tenuta di strada è senza sorprese anche sul bagnato o con il vento laterale. Il comportamento in curva è tendenzialmente neutro agevolato dal servosterzo che rende automaticamente più duro il volante con l'aumentare della velocità. Eccezionalmente potenti i freni (a dischi anteriori autoventilanti e con doppie pinze), forse fin troppo; sono anche molto resistenti, mentre è limitato quanto basta lo sforzo sul pedale. Buono il comfort offerto dalle sospensioni: sono leggermente rigide, ma adeguate alle prestazioni al pari del consumo (7­8 km/lt sono già un buon risultato per una 2500 cc).

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