Ultimo aggiornamento  27 maggio 2020 00:32

Elkann: Fca-Psa avanti nei tempi previsti.

Redazione ·

Il progetto di fusione tra Fca e Psa “prosegue secondo i piani e i tempi previsti. La ragione strategica di questa combinazione delle due società e dei loro dipendenti è più forte che mai". Lo ha detto John Elkann, presidente di Exor, la holding della famiglia Agnelli, durante l'assemblea degli azionisti.

Nel corso del suo intervento il manager ha sottolineato la forza e la tempestività con cui l’intero gruppo ha reagito alla minaccia del coronavirus. “Abbiamo agito velocemente – sono state le sue parole - per proteggere le persone che lavorano per noi, chiudendo gli impianti e attivando il telelavoro in ogni caso in cui era possibile. Le nostre società industriali, lavorando in stretto contatto con sindacati e governi di tutto il mondo, hanno sviluppato protocolli innovativi che sono diventati punti di riferimento per la ripresa lavorativa in sicurezza. Basti citare le misure sperimentate da Ferrari a Maranello col progetto 'Back on Track”'e quelle adottate da Fca e Cnh industrial”. 

Nel nome della solidarietà

Elkann ha ricordato anche le iniziative di solidarietà, come la rinuncia a tutto o parte del compenso per il 2020 da parte sua e dei consiglieri di amministrazione della holding e delle partecipate, “un concreto aiuto alle società in questo tempo di crisi e un contributo ai progetti delle  comunità”.

Il presidente ha ricordato anche gli impegni portati avanti da Fca in America Latina – in Brasile tre impianti sono stati trasformati in ospedali da campo – ma anche in Europa e in nord America e quelli di altre società del gruppo, come la già citata Ferrari, ma anche Alfa Romeo e Maserati.

Obiettivo: il rientro in Italia

Restando in Italia, continua a far discutere la richiesta di Fca di una garanzia pubblica per un prestito da 6,3 miliardi discusso con Banca Intesa e destinato alle sue attività italiane. In un'intervista a Repubblica - Andrea Orlando, il vicesegretario Pd che per primo aveva mosso critiche ad Elkann, dice adesso che "è giusto dare alle grandi imprese, ma anche avere garanzie che non sempre si è riusciti a costruire e soprattutto a far rispettare”.

Il ritorno della sede di Fca in Italia (oggi società di diritto olandese) è per Orlando "un obiettivo", le cui condizioni sono la difesa occupazionale e gli insediamenti industriali. In passato "ci sono state aziende che hanno preso contributi pubblici e poi hanno delocalizzato. Non deve più accadere”. Anche perché, dice lo stesso Orlando, “senza Fiat non esiste la storia industriale italiana". 

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