Ultimo aggiornamento  05 agosto 2020 21:37

Che fine ha fatto Carlos Ghosn?

Paolo Odinzov ·

Pare che ai vicini di casa a Beirut, Carlos Ghosn si presenti come un pensionato d’oro che innaffia rose nel suo giardino. Conducendo dopo anni di duro lavoro una vita tranquilla in una villa costata oltre 13 milioni di euro.

L'ex presidente di Renault e Nissan è scomparso dai radar oltre che dal Giappone, da dove lo scorso dicembre è scappato in modo spettacolare per rifugiarsi in Libano, paese di cui ha la cittadinanza, patria dei suoi genitori anche se lui è nato in Brasile.

Niente processo

A Tokyo si trovava in regime di libertà vigilata in seguito all'arresto nel novembre del 2018 per una inchiesta giudiziaria con pesanti accuse di illeciti finanziari. Per la fuga, il ministero della giustizia giapponese ha emanato un ordine di cattura all'Interpol, che però non può mettere il naso nella sua villa di Beirut. Ghosn non può infatti essere arrestato in quanto il Giappone non ha trattati di estradizione con il Libano e i reati che avrebbe commesso non prevedono un procedimento in contumacia.

Non ci sarà dunque il processo previsto per questa primavera, mentre sono stati rimandati a giudizio proprio in questi giorni i quattro piloti della compagnia aerea turca Mng Jet accusati di averlo fatto volare via da Tokyo a Beirut. 

“Non sono più tenuto in ostaggio da un sistema giudiziario abborracciato come quello giapponese, in cui si presuppone la colpevolezza e imperversa la discriminazione, mentre i diritti umani fondamentali vengono negati. Non sono fuggito dalla giustizia, ma sono sfuggito all’ingiustizia e verrà provata la mia innocenza”, ha detto Ghosn nella sua ultima conferenza stampa nel gennaio scorso.

Tra avvocati e giornalisti

Il top manager, protagonista di primo piano dell'industria dell'auto internazionale negli ultimi vent'anni, non ha più rilasciato interviste, battenti nella prima fase del suo arrivo in Libano, complice certo l'emergenza sanitaria mondiale. Probabile che torni presto a farsi sentire, se non altro perché per lui lavora uno stuolo di avvocati.

Ghosn si è sempre dichiarato innocente, accusando le autorità giapponesi di persecuzione nei suoi confronti e arrivando perfino a citare per danni la Nissan per 15 milioni di dollari per essere stato licenziato ingiustamente. In questo momento è un intoccabile. Almeno finché annaffierà le rose nel suo giardino.

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