Ultimo aggiornamento  05 dicembre 2021 07:54

Mercedes 600, auto regina.

Massimo Tiberi ·

Alla Rolls Royce non possono più dormire sonni tranquilli. Il trono del massimo prestigio in campo automobilistico comincia a vacillare quando, al Salone di Francoforte del 1963, viene presentata la Mercedes 600. Un concentrato di raffinatezza tecnica, alta qualità costruttiva e lusso che, con contenuti d’avanguardia, vuole riannodare il filo, interrotto dalla guerra, con le esagerate “grosser” 770 K degli anni Trenta. L’obiettivo è di offrire molto di più anche rispetto ad indiscutibili ammiraglie come le 300, dal 1951 al vertice della gamma della Stella a Tre Punte.

Alta rappresentanza

L’aspetto esterno della nuova vettura è maestoso, ma sobrio e classico secondo la tradizione del marchio. Paul Bracq, responsabile dello stile, non ha voluto soluzioni particolarmente originali, puntando sull’autorevolezza e non lesinando certo nelle dimensioni. La 600 viene proposta in tre varianti di carrozzeria: limousine berlina quattro porte lunga 5,54 metri e con un passo di 3,20, Pullman a quattro o sei porte lunga 6,24 metri e passo di 3,90 o Landaulet, una Pullman con la parte posteriore apribile come una gigantesca cabriolet, dedicata soprattutto a sovrani i e capi di stato.

All’interno, una piazza d’armi, regna il rigore senza sfarzo (pur con grande uso di pelle, legno e velluti), lontano dal “calore” delle rivali britanniche o dalle vistosità un po’ pacchiane delle americane Cadillac. L’abitacolo è comunque personalizzabile all’infinito, i materiali sono eccelsi e la disponibilità di accessori spazia dalla penna stilografica dedicata al climatizzatore, a optional che vanno dal frigobar al televisore, al telefono. Un ultra sofisticato sistema idraulico, inoltre, comanda servosterzo e alzacristalli, movimento dei sedili e regolazione del volante.

Tecnologia d'avanguardia

Ma è in fatto di tecnologia che la 600 segna il vero distacco da qualsiasi altra potenziale concorrente dell’epoca, una “prova d’autore” per lo staff di progettisti guidato da Ernst Fiala.

Il motore è un otto cilindri a V di 6,3 litri ad iniezione meccanica da 250 cavalli, accoppiato ad un cambio automatico a quattro rapporti e l’impianto frenante a quattro dischi è in grado di sopportare adeguatamente lo sforzo generato da un macchinone che può arrivare a pesare ben oltre le tre tonnellate. Lo studio più attento ha però riguardato le sospensioni, per ottenere un livello di comfort ancora oggi difficile da trovare su molte auto di fascia superiore. Un impianto pneumatico, accompagnato da ammortizzatori idraulici regolabili, più complesso di quello di una Citroen DS, permette di marciare in totale souplesse, mentre il differenziale bloccabile garantisce mobilità anche in situazioni difficili nonostante la sola trazione posteriore.

Il comportamento su strada è quindi sicuro e le prestazioni sono di tutto rispetto, considerando la stazza: si superano i 200 chilometri orari di velocità massima e bastano meno di 10 secondi per passare da 0 a 100.

Prezzo immobiliare

Prodotta fino al 1981 in circa 2.700 esemplari, la 600 accompagnerà, al di là naturalmente alle autorità nazionali, personaggi di primo piano quanto eterogenei: da Onassis a Breznev, da Elvis Presley agli emiri arabi, a Papa Paolo VI.

In Italia il prezzo “base”, nei primi anni Sessanta, è di 11.900mila lire a fronte dei 12.500mila della rivale diretta Rolls Royce Silver Cloud e gli 11 netti della più cara delle granturismo, la Ferrari 500 Superfast  (siamo al livello di un buon appartamento). La nobile casata britannica risponderà nel 1965 con la (per lei) rivoluzionaria Silver Shadow e l’eredità in ambito Mercedes passerà ai modelli delle varie serie S, eccellenti ma non altrettanto esclusivi. Nel 2002 il tentativo del gruppo tedesco di ritornare nella sala del trono, riportando in scena il glorioso, antico marchio Maybach, avrà risultati modesti e terminerà nel 2012.

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