Ultimo aggiornamento  12 luglio 2020 16:07

F1, si riparte il 5 luglio. Monza c'è.

Umberto Zapelloni ·

Il Gran premo d’Italia c’è. Confermato il 6 settembre, come da calendario originale. La grandissima differenza è che a settembre a Monza potranno andare soltanto gli addetti ai lavori, escludendo anche la stampa. Per ora non ci sono possibilità per aprire al pubblico i grandi impianti sportivi. Autodromi, come stadi e palazzetti dovranno restare a porte chiuse ancora per un pezzo. Ci dovremo accontentare della tv. Ma sarà già qualcosa dopo mesi senza sport. Non c’è ancora nulla di ufficiale, ma la Formula 1 ha finalmente lasciato trapelare un calendario per la stagione post coronavirus che dovrebbe scattare il 5 di luglio in Austria con un doppio appuntamento nel giro di una settimana.

Estate sold out

In calendario ci sono 18 gare che non sono poche da disputare in sei mesi, dal 5 luglio al 13 dicembre. Si viaggerà co un ritmo di tre gare al mese, quattro a novembre e due a dicembre. Ci saranno tre appuntamenti doppi, due gare una settimana dopo l’altra, in Austria, Gran Bretagna e Bahrain. Quello che non rende ancora ufficiale il calendario per ora è la situazione inglese. Non è infatti ancora chiaro quali saranno a luglio le disposizioni del governo inglese in tema di Covid-19. Ma misure restrittive come l’obbligo di quarantena per tutti in caso di scoperta di un positivo, potrebbero indurre Liberty Media a spostare l’appuntamento inglese a fine estate, in coda alle tappe europee in calendario.

Prima la salute

La Formula 1 sta studiando un protocollo di sicurezza che a sentire quanto ha raccontato il professor Saillant, luminare francese collaboratore della Fia e amico personale di Todt e Schumacher, non prevedrebbe di fermare il Circus in caso di scoperta di un positivo. La Formula 1 conta di chiudere tutto il suo personale (che sarà molto ridotto) in una specie di bolla sanitaria e di non permettere contatti esterni, ma monitorando con una app i contatti all’interno del paddock. Il protocollo prevede di ridurre al minimo il personale coinvolto, non più di 100 persone a squadra, senza hospitality naturalmente. In tutto si potrebbe ridurre a 1500 le persone coinvolte, comprendendo i commissari e gli addetti alle riprese televisive. D’altra parte la Formula 1 è uno sport molto televisivo, anche se non poter andare a Monza, aggrappati alle reti, a respirare da vicino la passione, sarà una sofferenza (una in più e meno grave di quelle già patite in questi mesi) per tutti gli appassionati.

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