Ultimo aggiornamento  10 luglio 2020 19:35

Che fine ha fatto la guida autonoma?

Paolo Odinzov ·

La guida autonoma? Rimandata a data da destinarsi almeno nella sua forma completa, dopo che diversi costruttori e aziende del tech avevano promesso per il 2020 l’arrivo sulle strade delle auto senza pilota. Sono ancora troppi i problemi legati alla tecnologia e all'intelligenza artificiale, enormi quelli legali, destinati a diventare ancora più pesanti i costi di sviluppo a causa della crisi per la pandemia. Per veicoli di Livello 5, quello interamente automatizzato, c'è da attendere più del previsto.

Investimenti cancellati

Come scrive in un report l'analista Brian Collie di Boston Consulting, portare avanti il processo sulla guida autonoma è oggi "un lusso per pochi", tanto più che i costruttori sono stati costretti a intensificare parallelamente gli impegni per l'elettrificazione. 

Audi ha recentemente rinunciato ad applicare la  tecnologia di livello 3 sulla ammiraglia A8, motivando la decisione per la mancanza di una regolamentazione utile a disciplinare l’impiego sulle strade della auto senza pilota. Ford ha annunciato di aver cancellato alcuni investimenti e posticipato dal 2021 al 2022 l'avvio di un servizio commerciale con veicoli privi di conducenti in collaborazione con la Argo AI. Di diverso avviso sembra essere General Motors: “Il nostro impegno per la guida autonoma rimane invariato, la filale Cruise in California dove studiamo e portiamo avanti la sperimentazione è ben capitalizzata e non corre pericoli neppure durante periodi instabili come questo", ha detto il ceo Mary Barra ribadendo l’impegno a investire in Cruise 20 miliardi di dollari (18,3 miliardi di euro). Anche se, stando a quanto riportato da Reuters, l'azienda taglierà comunque l'8% del personale per far fronte alle perdite economiche dovute alla pandemia di Covid-19.

“È un momento difficile che richiede un temporaneo rallentamento e una revisione delle strategie in materia”, ha detto Bryan Salesky, ad della Argo AI, sostenuta da Ford e Volkswagen. E' in ritardo Waymo, la divisione self driving della holding Aphabet di cui fa parte anche Google, pionieri da più di dieci anni, tanto più che negli Usa le regole per il distanziamento sociale a causa del virus hanno imposto stop alle sperimentazioni su strada. La legge richiede la presenza a bordo di almeno due persone che controllino cosa fa il robot alla guida in seguito all'incidente nel 2018 di un'auto di Uber che provocò la morte di una persona in California. 

Piccole società in crisi

Allontanandosi la meta, per tutti si fanno più lontani anche i tempi di un ritorno economico dei capitali spesi. Diverse società specialiste di tecnologie per la guida autonoma, ovviamente meno solide di giganti come Gm, sono state costrette a ridimensionare le spese e a ridurre i posti di lavoro. A qualcuno è andata peggio. La startup californiana Zoox che lavorava su questi sistemi è stata appena messa in vendita. Altre hanno fermato le attività come Velodyne, altra società californiana che produce i sensori Lidar, tecnologia che consente alle auto di gestire le varie funzioni nella marcia automatizzata. La crisi c'è e si vede.

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