Ultimo aggiornamento  09 luglio 2020 13:08

L'ultimo viaggio (a benzina) di Smart.

Thomas Geiger ·

HAMBACH - C’è silenzio nello stabilimento Daimler di Hambach, la casa delle Smart. Dopo ventuno anni e 2,4 milioni di esemplari venduti, il costruttore tedesco cambia le linee di montaggio per produrre solo modelli elettrici. Smart è il primo marchio al mondo ad abbandonare il motore a combustione interna: d’ora in poi, il suo unico carburante sarà l’elettricità. Ma il silenzio non dura molto. Una Smart Brabus gira l’angolo e i suoi 3 cilindri si fanno sentire come un volteggiare d’ali che schioccano nell’aria e allontanano i fantasmi. Divertente guidarla negli spazi controllati della fabbrica, dove il limite di velocità viene fatto rispettare con rigore. Ma oggi, per quest’ultimo viaggio, si può chiudere un occhio.

Versione decappottabile, carrozzeria e interni neri e gialli, perfetta nel riproporre il debutto “hello yellow” del 1998, la Brabus è la Smart Final Collector’s Edition, una edizione limitata in 21 esemplari realizzata in collaborazione con il designer berlinese Konstantin Grcic per dare l’addio definitivo al motore a benzina. Venti Brabus sono state vendute a appassionati e collezionisti, ma questa numero 21 che fa stridere gli pneumatici sul pavimento della fabbrica di Hambach andrà a occupare il posto che merita nel museo di Stoccarda, vicino alla prima auto a motore brevettata: quella di Carl Benz del 1886, e alla Simplex, il primo modello d’auto moderna che, all’alba del Novecento, ha segnato il tramonto dell’era della carrozza.

Il saluto dell’usciere

Pensiamo a tutto questo mentre ci sistemiamo a bordo della Smart che parte da Hambach per il suo ultimo viaggio verso Stoccarda. Il custode dello stabilimento sorride ma, guardando dallo specchietto retrovisore, ci accorgiamo che non riesce a trattenere una lacrima. Poi scompare alla vista e pian piano anche il paese da tremila anime sparisce alle nostre spalle. Qui tutti amano la citycar supercompatta: ha portato ricchezza a una regione dove le opportunità sono scarse.

Non che alla nostra Brabus interessi la rivoluzione elettrica. Sicura di sé, marcia sbuffando nell’aria i gas del motore. Non la toccano le critiche sui 3 cilindri e il cambio. La Smart con i suoi 109 cavalli non è mai velocissima ma, superata la cittadina di Bottrop, è come se avesse preso una bella dose di vitamina B: improvvisamente dà la sensazione di auto sportiva e gonfia i muscoli per affrontare le onde di cemento e asfalto sull’autostrada. Rendendo questo addio ancora più difficile. Sarà pure un abito fuori moda, ma ci mancherà ogni mattina quando ci vestiamo.

Ecco perché cerchiamo di prolungare in ogni modo il piacere della guida della nostra Smart. Il traffico in autostrada aiuta. Poi c’è il giro al confine (dalla Francia dobbiamo entrare in Germania): con la Brabus non prendiamo la B500, la strada della Foresta Nera, ci regaliamo qualche chilometro in più verso nord affrontando il ponte di Beinheim fino alla Bertha Benz Memorial Route. È lo stesso tragitto che fece Bertha Benz nel 1888 nel primo viaggio automobilistico su lunga distanza. Niente di più appropriato per l’addio della Smart.

Corre verso la sua fine

Complice il sole calante dell’autunno, la malinconia cresce a ogni chilometro. Manca poco al museo di Stoccarda e il pesante traffico del tardo pomeriggio in direzione di Untertürkheim dimostra ancora una volta come questa piccola auto sia grande in città. Agile come nessuna, e così genialmente corta, fa il surf tra le macchine nell’ora di punta: non c’è ingorgo che possa spaventare una citycar così intelligente. Che oggi però corre per arrivare prima alla sua fine. Il personale del museo ci spalanca le porte. La Smart scivola nella lunga hall e percorre i suoi ultimi metri.

Ma questa non è una storia triste. Anche se la numero 21 è ora parcheggiata in un museo: ad Hambach potranno sorridere perché nell’impianto verrà costruita la Mercedes EQA a batteria e potenziata la produzione di Smart elettriche. Mentre l’attuale si esaurisce, Daimler lavora insieme al suo partner Geely su una nuova generazione: grazie alle conoscenze del gruppo cinese, dovrebbe essere un’auto elettrica con un prezzo accessibile, finalmente adatta a tutte le tasche.

Insomma, la Smart col motore convenzionale è nel passato ma la Smart continua a vivere. Possiamo entrare in questo futuro già da ora: basta una smart card. Come quella con cui sblocchiamo la portiera di una Smart del servizio car2go per tornare a casa. A zero emissioni, naturalmente. 

 

Articolo pubblicato sul numero 35 de l’Automobile, pagina 64.

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