Ultimo aggiornamento  15 aprile 2021 12:58

L'auto chiede aiuto all'Europa.

Redazione ·

L’auto ha bisogno di una scossa. Le conseguenze dell’epidemia di coronavirus – blocco della produzione e del mercato – rischiano di mettere in ginocchio un settore chiave della economia continentale. Finora, nessun Paese ha deciso incentivi: non ci sono nel Decreto Rilancio varato in Italia mercoledì 13 maggio, non ci saranno almeno fino a giugno nemmeno in Germania, che ha rinviato al mese prossimo ogni discussione, per citare due dei cinque principali mercati europei.

Necessitano, quindi, interventi immediati e coordinati per il rilancio della competitività,e di questo si è discusso in una teleconferenza che ha riunito virtualmente allo stesso tavolo i ceo delle grandi Case europee, rappresentanti di Acea (l'associazione dei costruttori) e Clepa (l'organismo dei fornitori di automobili) e i vertici di Bruxelles: il vicepresidente esecutivo della Commissione  Frans Timmermans e Thierry Breton, commissario per il mercato interno.

Piano solido

Dall’incontro è scaturita la necessità di allinearsi sulle priorità di un solido piano di ripresa per il settore automobilistico, al fine di stimolare l'economia in generale e sostenere la transizione verso una società a emissioni zero.

I costruttori hanno sottolineato come la chiusura delle fabbriche in tutto il Vecchio continente abbia portato finora alla perdita della produzione di 2,4 milioni di veicoli, mentre il mercato è calato complessivamente in Europa fino al 95%. L'intera filiera rischia di fronteggiare una carenza di liquidità e vede le sue prestazioni minacciate anche per il prossimo futuro. La situazione preoccupa soprattutto perché gli effetti della pandemia sull'industria automobilistica rischiano di produrre un significativo effetto a catena anche su altri settori dell'economia.

Durante l'incontro, Acea e Clepa hanno invitato la Commissione europea a coordinare le varie politiche nazionali di rinnovo del parco circolante, per garantire che le condizioni del mercato siano armonizzate in tutto il continente e per integrarle con il bilancio dell'Unione. Nel momento in cui le fabbriche di auto e di componentistica stanno riaprendo, le differenze tra i vari Stati ostacolano la ripresa di un'industria che dipende dalle catene di approvvigionamento che attraversano il continente. Per questo gli intervenuti hanno ribadito la richiesta di un riavvio coordinato di attività e investimenti lungo l'intera filiera delle quattro ruote.

“Rilanciare il mercato”

"La priorità numero uno del settore è quella di rilanciare il mercato, consentendo in tal modo di riprendere la produzione nei siti industriali", ha detto il direttore generale di Acea, Eric-Mark Huitema. "Dato il crollo quasi totale delle vendite, sarà cruciale fornire un forte stimolo di mercato per consentire ai produttori di rimettere in funzione al 100% le strutture produttive e mantenere i posti di lavoro".

"Dobbiamo cercare soluzioni vantaggiose per tutti, che rispondano alle pressanti esigenze ambientali, industriali e della società in generale", ha confermato Sigrid de Vries, segretario generale di Clepa, che ha sottolineato la necessità di “promuovere il Green Deal continentale e salvaguardare occupazione e attività industriale in Europa”. 

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