Ultimo aggiornamento  10 luglio 2020 17:35

La mobilità dolce di Torino.

Marina Fanara ·

"Il Decreto Rilancio appena approvato dal governo ha confermato gli incentivi per l'acquisto di bici e monopattini e uno sconto per lo sharing. Ma noi siamo già entrati da tempo in questa prospettiva: spingere sulla mobilità dolce per riorganizzare gli spostamenti dei cittadini nella Fase 2 e per il dopo, quando progressivamente riprenderanno tutte le attività", ci dice Maria Lapietra, assessore alla Mobilità del Comune di Torino. "Dobbiamo scongiurare uno scenario in cui tutti tornino a usare l'auto per spostarsi in città, un rischio reale, soprattutto da settembre, quando riprenderanno le scuole e con il trasporto pubblico contingentato per mantenere le distanze il mezzo privato sarà quello percepito più a prova di contagio".

Torino scende in pista

L'alternativa sui cui punta fortemente il Comune è l'uso della bici, ma anche microveicoli a batteria e pedonalità. "La condizione essenziale, però è che ci siano infrastrutture adeguate", sottolinea l'assessore, "Torino si presta, contrariamente ad altre grandi città abbiamo molti controviali, sfrutteremo questi trasformandoli in percorsi ciclabili".

Il Comune, quindi, ha dato subito il via libera al suo piano sulle ciclabili, accelerando alcuni interventi: subito disponibili oltre 2 milioni di euro per adeguare 50 chilometri di controviali alla circolazione condivisa tra tutti i veicoli e per questo non si potrà procedere a più di 20 chilometri l'ora. In cantiere ulteriori 35 chilometri tra controviali e vie nelle quali verranno ricavate piste ciclabili e ulteriori 10 chilometri di bike lane (percorsi temporanei non in sede propria ma sulle corsie ordinarie e delimitate dalla sola segnaletica).

Su questo capitolo in particolare, il governo con il decreto rilancio (articolo 205) si è impegnato a rivedere le norme del Codice della strada che al momento vietano le bike lane. Molti di questi percorsi saranno dotati della cosiddetta "casa avanzata" (se ne vedono già  parecchie in giro per la città), uno spazio che è appunto avanzato di tre metri rispetto alla linea d'arresto degli altri veicoli per permettere alle bici una maggiore sicurezza nella ripartenza in prossimità di stop e semafori.

Nuovi parcheggi per bici e monopattini

Un altro punto forte del piano torinese è l'aumento degli spazi dedicati alla sosta di bici, scooter e dispisitivi per la micromobilità in modalità sharing, soprattutto in centro: entro l'estate ne saranno realizzati un centinaio nelle ztl, poi se ne faranno altri 200 circa in alte aree della città.

C'è poi il capitolo della sicurezza intorno alle scuole che nelle intenzioni del Comune dovranno essere car-free per tutelare gli ingressi e le uscite dei bambini. Le auto quindi dovranno tenersi a debita distanza dovranno in prossimità degli accessi e i bambini potranno essere accompagnati solo a piedi o in bicicletta.

Bici: casa-lavoro retribuito

In cantiere anche la possibilità di inserire in busta paga il tempo trascorso in bici per andare e tornare dalla sede di lavoro, si inizierà dai dipendenti del Comune per poi sensibilizzare le aziende del territorio a incentivare i propri addetti verso modalità di spostamento sostenibili (anche per questo il decreto rilancio obbliga la presenza del mobility manager in tutte le aziende a partire dai 100 dipendenti e non più dai 300 in su).

I bonus mobilità

A breve, verranno lanciati i bonus mobilità riservati a chi rinuncia o rottama la vecchia auto, da spendere in abbonamenti ai mezzi pubblici, ai servizi di sharing mobility e anche ai veicoli in leasing. "Sia chiaro che non vogliamo demonizzare l'automobile, ma vogliamo spingere tutti i cittadini verso sostenibilità e condivisione pacifica degli spazi che appartengono a tutti gli utenti della strada". 

Auto elettrica: in arrivo 160 nuove stazioni 

Entro l'estate saranno attive 160 nuove postazioni di ricarica per veicoli elettrici che si aggiungono alle 122 stazioni già attiva per un totale di 455 colonnine elettriche (ogni stazioni dispone di 2/3 punti di rifornimento, ndr".)" A queste si aggiungono altri 460 impianti proposti nella manifestazioni d'interesse da 5 operatori: Duferco, Enel X, Irengo, Becharge ed Enermia.

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