Ultimo aggiornamento  12 luglio 2020 15:50

F1, tutta la storia: gli anni Dieci.

Umberto Zapelloni ·

Gli anni dieci sono quelli con più gare, ma con meno vincitori. I gran premi sono quasi raddoppiati rispetto ali anni Sessanta, ma i vincitori sono quasi dimezzati. È una Formula 1 molto prevedibile quella che nel 2016 passa da Bernie Ecclestone a Liberty Media, diventando statunitense. Lo sport meno americano di tutti diventa di proprietà di una Media Company a stelle e strisce che annuncia grandi cambiamenti, addirittura campionati con 25 gran premi e vuole riportare gli eroi dei motori tra la gente con gare combattute e incerte fino alla fine.

È davvero quel che ci vuole perché se la storia racconta che in Formula 1 ci sono sempre stati dei cicli, le cifre degli ultimi 10 anni sono davvero un po’ eccessive: 3 campioni del mondo, 12 vincitori e solo 6 scuderie sul gradino più alto in 198 gran premi. La rivoluzione, annunciata per il 2021, è stata rinviata al 2022 per colpa del virus e dei problemi economici che ha creato per tutti. Non resta che attendere.

I soliti tre

Sono stati gli anni di Vettel e di Hamilton con l’intermezzo di Rosberg nel 2016 per la distrazione di Lewis. Seb e la Red Bull hanno dominato la prima parte del decennio con quattro mondiali di fila, prima che cominciasse l’era ibrida con il dominio assoluto della Mercedes che dal 2014 non ha lasciato più nulla agli avversari conquistando 7 mondiali piloti e 7 mondiali costruttori di fila. L’aritmetica racconta che le Stelle d’Argento hanno vinto 89 dei 121 gran premi disputati nell’era ibrida lasciandone solo 17 alla Ferrari e 15 alla Red Bull. Supremazia tecnologica, ma anche umana perché Lewis Hamilton è certamente il miglior pilota di oggi e Toto Wolff ha garantito alla casa di Stoccarda (basata in Inghilterra, ovviamente) un livello di organizzazione e di efficienza pari a quello della Ferrari dell’epoca Schumacher.

Prima dominio Red Bull

Il dominio della Reb Bull di inizio decennio con la squadra che ha subito preso le difese di baby Vettel rispetto a Mark Webber, era fondato soprattutto sul genio aerodinamico di Adrian Newey, l’ultimo grande progettista in grado di recitare come in un “one man show”.  I motori erano quelli della Renault, ma la differenza l’hanno fatta le quattro monoposto con cui Vettel ha trovato una sintonia perfetta, riuscendo a vincere due volte all’ultima gara della stagione e tutte e due le volte battendo la Ferrari di Fernando Alonso (2010 e 2012). Risultati che lo hanno portato nel 2015 a prendere il posto proprio dello spagnolo a Maranello, nel momento della grande rivoluzione ferrarista con la sostituzione di Montezemolo (alla presidenza dal 1991 al settembre 2014) da parte di Sergio Marchionne, poi drammaticamente mancato nel 2018.

Cannibale Lewis

Lewis Hamilton è stato il miglior interprete della nuova era ibrida della Formula 1, conquistando 5 mondiali in 6 anni e arrivando a un passo dai record storici di Michael Schumacher. Hamilton è il pilota di Formula 1 più vicino a una rockstar che si sia mai visto, un re dei social e un uomo che ama mandare messaggi al mondo: per salvare i pianeta, per proteggere gli animali, per diventare se non vegani almeno vegetariani. Un macchina da pole position (88) che però nell’ultima stagione ha saputo cambiare strategia, lasciando più pole agli altri (il re è stato baby Leclerc) per continuare a essere il migliore in gara.

Il dopo Vettel e Hamilton è garantito dalla nuova generazione di piloti che sta rubando attenzioni dal pubblico e dai manager: Max Verstappen e Charles Leclerc su tutti, ma anche Norris, Sainz, Albon. Ragazzi nati con le playstation, ma diventati grandi in fretta.

Gli anni Dieci in cifre

Gran premi: 198

Campioni del mondo (3):  Hamilton (5), Vettel (4), Rosberg (1)

Vincitori (12): Hamilton (73), Vettel (48), Rosberg (23), Alonso (11), Button (8), Verstappen (8), Bottas (7), Ricciardo (7), Webber (7), Raikkonen (3), Leclerc (2), Maldonado (1).

Scuderie vincenti (5): Mercedes (93), Red Bull (56), Ferrari (28), McLaren (18), Lotus (2), Williams (1).

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