Ultimo aggiornamento  12 luglio 2020 15:56

F1, tutta la storia: gli anni duemila.

Umberto Zapelloni ·

Gli anni duemila cominciano con una doppietta Ferrari nel Gran premio d’Australia di inizio marzo. Primo Schumacher, secondo Barrichello (terzo il piccolo Schumacher, ma conta poco). È un segno, perché questo decennio sarà il più rosso Ferrari di sempre con 6 titoli conquistati tra i Piloti e 7 tra i Costruttori. Le Ferrari conquistano il 49% delle gare in programma lasciando per strada solo le briciole: i due campionati di Alonso con la Renault, quello di Hamilton vinto dopo che Massa aveva già festeggiato e la meteora Brawn, nata sulle ceneri della Honda e subito sparita per trasformarsi in Mercedes.Dopo quattro anni di gioie e dolori (fisici e morali) la Ferrari e Schumacher raccolgono i frutti dell’investimento reciproco.

Le perplessità dell'Avvocato

Ma quello Schumacher varrà tutti i soldi che gli diamo?”, chiese un giorno l’avvocato Agnelli. L’8 ottobre del 2000 davanti alla tv collegata con Suzuka trovò da solo la risposta alla sua domanda. Dopo 21 anni e chissà quanti milioni di investimento, la Ferrari era tornata a conquistare il titolo piloti. Merito di Schumacher che quell’anno batté un Hakkinen in grande forma, ma di tutta una squadra definita “dream team”: il presidente Montezemolo, Jean Todt responsabile della gestione sportiva, Ross Brawn, Rory Byrne e Paolo Martinelli. Senza scordare la grande alleanza con i giapponesi della Bridgestone. Una Ferrari praticamente imbattibile con due stagioni da 15 vittorie e un campionato vinto aritmeticamente addirittura a luglio. Tanto forte da continuare a vincere anche una volta andatosene Schumacher e con Todt in uscita. Raikkonen diventa campione alla sua prima stagione in Rosso nel 2007 e Massa resta campione per una manciata di secondi nel 2008.

Quel sorpasso indimenticabile

Schumacher è stato l’uomo del decennnio, la Ferrari la squadra del decennio, ma il sorpasso del decennio e forse anche della storia, è quello firmato da Mika Hakkinen al Gran premio del Belgio del 2000 quando lui e Schumacher arrivarono quasi appaiati in cima al rettilineo dei Raidillon volando a 270 all’ora verso Les Combes. Si trovarono davanti un doppiato, Zonta con la Bar, Schumacher decide di passare all’esterno, Hakkinen si fionda all’interno e in un colpo solo passa Zonta e Schumacher. Per la Ferrari sembra finita un’altra volta, Hakkinen ha 6 punti di vantaggio a quattro gare dalla fine del campionato. Invece, da Monza in poi, fino alla Malesia, vince solo Schumacher e il mondiale cambia padrone. A Maranello e un po’ in tutta Italia scoppia una festa che ricorda il Mundial di calcio 1982.

La favola di Alonso e quella di Hamilton

È una festa che continuerà fino al 2005. Chiusa l’era Schumacher, prima Alonso (24 anni e un mese) e poi Hamilton (23 anni e 9 mesi) battono il record di precocità nel diventare campioni del mondo. Poi arriverà Vettel a superarli. Quella di Fernando sembra l’inizio di una favola. Dopo i due titoli con la Renault gestita da Flavio Briatore, passa in Ferrari, ma non riesce a raccogliere quanto sognava. A iniziare davvero è la favola di Lewis Hamilton che da bambino, incontrando Ron Dennis a una presentazione, gli dice: “Un giorno guiderò per lei”. Quel giorno è arrivato davvero, facendolo diventare il primo pilota di colore a vincere il titolo. E poi ne sono arrivati molti, ma molti, altri.

Gli anni Duemila in cifre

Gran premi: 174

Campioni del mondo (5): Schumacher (5), Alonso (2), Raikkonen, Button, Hamilton.

Vincitori (17): Schumacher (56), Alonso (21), Raikkonen (18), Barrichello (11), Hamilton (11), Massa (11), Button (7), Coulthard (7), Montoya (7), R.Schumacher (6), Hakkinen (6), Vettel (5), Fisichella (3), Webber (2), Kovalainen, Kubica, Trulli.

Scuderie vincitrici (10): Ferrari (85), McLaren (41), Renault (20), Williams (10), Brawn (8), Red Bull (6), Bmw Sauber, Honda, Jordan, Toro Rosso.

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