Ultimo aggiornamento  26 ottobre 2020 10:56

Dalì, auto e Surrealismo.

Linda Capecci ·

11 maggio 1904: sono trascorsi 116 anni dalla nascita di Salvador Dalì, esponente del surrealismo tra gli artisti più incisivi del 900. Nell'opera del genio catalano le quattro ruote ricoprono un ruolo fondamentale, anche se a guidare era sua moglie Gala.

Motori dipinti

L'automobile è un elemento costante lungo il corso di tutta la produzione artistica di Dalí: fa la sua comparsa per la prima volta nel "Bagnante" (1924), successivamente ne "La ragazza di Figueras" (1926), in cui su un palazzo svetta il marchio "Ford".

L'artista dai lunghi baffi arricciati è poi andato oltre, arricchendo le quattro ruote di molteplici significati: un'auto "fossile" appare ad esempio nel "Monumento imperiale alla donna infantile" (1929) per spiegare l'antica presenza minerale delle rocce di Cap de Creus, in Catalogna. In "Dressed Automobiles" (1941) veste le Cadillac con abiti degni di una boutique di alta moda.

E ancora, l'auto appare in una delle sue ultime opere "Doppia vittoria di Gaudí" (1982). L'artista riproduce la sua personale versione della Nike di Samotracia; ai lati due macchine.

L'installazione del taxi

Indimenticabile poi il "Taxi Piovoso"(1938): una celebre installazione presentata per la prima volta presso la Galleria Beaux-Arts di Parigi, in occasione dell'Esposizione Internazionale del Surrealismo del 1938, organizzata da André Breton e Paul Éluard. L'allestimento presentava due manichini all'interno di un taxi, in cui era stato predisposto un sistema idrico integrato, che faceva piovere all'interno dell'abitacolo.

Oggi, una riproduzione del "Taxi piovoso" è esposta presso il Teatro-Museo Dalí a Figueres, in Spagna, dove si può ammirare anche la Cadillac che guidava Gala, sua moglie, usata dai coniugi durante il loro soggiorno negli Stati Uniti. La coppia rimase fedele al marchio americano per tutta la vita.

Gala per Gm

Secondo Robert Descharnes, segretario personale dell'artista, la General Motors chiese inoltre a Dalí di ideare un nuovo modello per un'auto di lusso. Lui accettò e fece uno schizzo del progetto, che decise di chiamare "Cadillac de Gala" e dopo averlo consegnato alla casa automobilistica, non ebbe alcuna risposta.

Con grande sorpresa, l'anno seguente la compagnia americana introdusse un nuovo modello che aveva proprio lo stesso nome . Dalí, non è un caso che fosse soprannominato "Avida Dollars", chiese un risarcimento di 10mila dollari alla General Motors per furto di proprietà intellettuale e il giorno seguente gli venne consegnato un assegno dell'importo richiesto. Una storia nella storia, di arte e automobilismo.

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