Ultimo aggiornamento  31 ottobre 2020 05:28

Cadillac Nart Zagato, l'unica.

Elisa Malomo ·

La Cadillac Nart Zagato è del 1970. A firmare l'ambizioso progetto della coupé sono Luigi Chinetti, ex pilota e vincitore della 24 ore di Le Mans del 1949 a bordo di una Ferrari 166 MM, General Motors e la carrozzeria Zagato.

In quegli anni, negli Stati Uniti la crescente domanda di veicoli lussuosi e ad alte prestazioni deve fare i conti con le normative sulle emissioni che riducono le importazioni di auto sportive dall'estero. In questo scenario, Luigi Chinetti, primo agente ufficiale Ferrari negli Usa e fondatore della scuderia Nart (North American Racing Team), ha un'idea: realizzare un'auto a quattro posti che possa competere con le gran turismo straniere e costruita a un costo ragionevole.

Ma la vettura, una volta realizzata, non entrerà mai in produzione e sopravviverà nel suo unico modello prodotto. Numero di serie: 001.

Lavoro di squadra

Gm, Chinetti e Zagato, ciascuno ha avuto un ruolo ben preciso. Nel 1969, General Motors fornisce le basi della vettura. Il progetto parte dalla carrozzeria di una Cadillac Eldorado, poi completamente stravolta e dotata di un motore V8 da 400 cavalli, collocato nella parte posteriore del veicolo e abbinato a un cambio automatico a 4 velocità. Completano l'intervento sospensioni indipendenti e quattro freni a disco. C'è chi ha contestato questa versione: l'auto di partenza sarebbe stata una Olds Toronado per via delle forti somiglianze come l'apertura delle ruote anteriori o il profilo del tetto.

Dalla Nart alla “zeta”

Il corpo della vettura viene progettato dal figlio di Chinetti che applica sulla carrozzeria il badge “Nart”: un cavallino rampante Ferrari, una bandiera stilizzata a stelle e strisce e le iniziali della scuderia.

Partendo da un modello in terracotta dell'auto realizzato da Gm, il progetto passa nelle mani della carrozzeria Zagato, la stessa che negli anni quaranta e cinquanta aveva ricoperto un ruolo centrale nello sviluppo delle Gran Turismo italiane (Maserati, Lancia, Alfa Romeo e Abarth).

Si occupa di ricostruire la coupé 2+2 in alluminio, rendendola più leggera. Il cruscotto viene ridimensionato per adattarsi a tutte le attrezzature di lusso fra cui i tergicristalli elettrici, l'aria condizionata e la radio.

I fanali posteriori sono di una Pontiac GTO del '68, considerata tutt'oggi come la prima vera muscle car americana. Al termine del lavoro, Zagato lascia il segno, nel vero senso della parola: l'intervento della carrozzeria si conclude infatti con due targhette “z” sui parafanghi anteriori.

La mai nata

Quando l'auto prende finalmente forma, qualcosa va storto: General Motors si ritira dal progetto per via di una profonda crisi societaria. Nel 1971 l'unico esemplare è esposto nello stand di Zagato al Salone di Torino e in quello di Chinetti Motors in occasione del Motor Show di New York. Il progetto passa successivamente a una seconda fase che ha l'obiettivo di eliminare l'aspetto della gobba nella parte posteriore dell'auto, ma nessuno dei disegni riuscirà ad andare oltre le tavole di disegno. 

Tag

Cadillac  · chinetti  · Ferrari  · Stati Uniti  · Zagato  · 

Ti potrebbe interessare

· di Giuseppe Cesaro

Uno alla volta un'operaio porta via dalla fabbrica i pezzi necessari per realizzare il sogno di un'auto unica. Come la canzone che racconta la sua storia