Ultimo aggiornamento  10 luglio 2020 19:36

ACI: per l'auto servono incentivi.

Redazione ·

Per uscire dalla crisi determinata dalla pandemia di coronavirus il mercato dell’auto in Italia ha bisogno di stimoli che possono arrivare anche attraverso l’adozione di una politica di incentivi alla rottamazione e l'acquisto di auto e veicoli commerciali ecocompatibili, oltre che per lo sviluppo infrastrutturale.

E’ il senso di un appello lanciato dall’Automobile Club d’Italia insieme con Anfia (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) e le sigle sindacali Fim-Cisl (Federazione Italiana Metalmeccanici), Fiom (Federazione Impiegati Operai Metallurgici) e Uilm (Unione Italiana Lavoratori Metalmeccanici).

Opportunità da cogliere

In un documento congiunto le organizzazioni suggeriscono alle istituzioni di “cogliere l'occasione di questa drammatica situazione socioeconomica per adottare misure in grado di coniugare esigenze ambientali e commerciali con quelle industriali e di tutela dei lavoratori della filiera, prevedendo, fra gli altri interventi, anche il sostegno al mercato. Le risorse da stanziare, in un momento di difficoltà e di scarso clima di fiducia, supporterebbero l'importante investimento dell'acquisto di un veicolo da parte di cittadini e imprese, darebbero impulso alla rete commerciale per la ripresa delle vendite e consentirebbero alle aziende produttrici di veicoli, parti e componenti di riavviare la produzione, potendo contare sul rilancio del mercato nazionale”. Tutto questo – si precisa – “senza mai perdere di vista gli obiettivi europei di decarbonizzazione e miglioramento della qualità dell'aria”. 

Situazione difficile

“Dopo un primo bimestre 2020 – si legge ancora nel testo - con volumi già in descrescita rispetto al 2019, l'emergenza coronavirus ed il conseguente “lockdown” hanno praticamente azzerato il mercato di auto, veicoli commerciali e industriali nei mesi di marzo e aprile e anche la prima decade di maggio ha visto un crollo degli ordinativi. Le prime stime prevedono che il mercato 2020 registrerà un calo che, per le sole autovetture, toccherà le 500mila immatricolazioni in meno rispetto al 2019”.

ACI e gli altri estensori del documento, sottolineano anche come “i mesi di lockdown, hanno causato l’immobilizzazione di centinaia di migliaia di veicoli che, se non venduti nei prossimi mesi, rischiano di rallentare ulteriormente la ripresa delle attività produttive, con i conseguenti rischi occupazionali lungo tutta la filiera che rappresenta circa il 10% del Prodotto interno lordo italiano e impiega oltre 1 milione e 200mila lavoratori”. 

Oltre l’emergenza 

Affrontare i cambiamenti tecnologici per proseguire la battaglia sulla sostenibilità ambientale, salvaguardando nello stesso momento i livelli occupazionali, anche bloccando il processo di delocalizzazione: è questa – secondo il documento – la strategia oltre l’emergenza di questi mesi dovuta al Covid-19. “A questo fine è opportuno proseguire l’attuazione dei lavori del tavolo dell’automotive” istituito presso il Mise.

“I grandi Paesi europei stanno adottando misure straordinarie di supporto al settore. L'auspicio è che l'Italia - come già avvenuto nella gestione dell'epidemia - sia da esempio e preveda fin da subito, in questo momento di crisi, un’imponente politica di incentivazione che consenta al comparto il rilancio della produzione e del mercato, così da fare, ancora una volta, da traino per la ripresa dell'intero sistema economico nazionale”.

Tag

ACI  · Anfia  · Incentivi  · Italia  · Mercato auto  · 

Ti potrebbe interessare

· di Francesco Paternò

Nessun governo li ha per ora concessi. I primi forse in Francia a giugno ma limitati a modelli con "meno CO2". Il caso Germania e l'effetto dieselgate, l'attesa italiana

· di Paolo Odinzov

E' il risultato di concessionarie e fabbriche chiuse per "lockdown": immatricolate solo 4.325 auto rispetto alle 175.624 del 2019. Neanche una per Ferrari e Maserati