Ultimo aggiornamento  05 agosto 2020 22:23

Tesla: le minacce di Musk alla California.

Massimo Carati ·

Elon Musk ha deciso di sfidare lo Stato della California. Il motivo del contendere è l'apertura della fabbrica Tesla di Fremont. Musk spinge per riprendere subito la produzione delle sue auto elettriche. Il dipartimento sanitario della contea di Alameda, competente per l'area dello stabilimento, ha invece confermato la misura di lockdown legata alla diffusione della pandemia, con relativo blocco totale delle industrie sul territorio.

Musk che di questi tempi, almeno a leggere la raffica di tweet che pubblica ogni giorno sul suo social preferito, sembra più nervoso del solito, ha minacciato di spostare la sede di Tesla in Texas e Nevada. Nel frattempo l'imprenditore di origine sudafricana ha fatto sapere che intraprenderà azioni legali e di aver già elaborato un piano completo di sanificazione dell'impianto, formazione online del personale, realizzato aree in grado di garantire il regolare distanziamento, screening della temperatura, disponibilità di dispositivi di protezione, ....In sintesi: per Tesla ci sarebbero tutte le condizioni per riavviare la fabbrica nella massima sicurezza.

"Mantenere l'attività produttiva di Fremont dipenderà da come verremo trattati in futuro", ha scritto Musk. La contea di Alameda ha risposto di aver lavorato con Tesla nello sviluppo del piano di sicurezza che "consenta la riapertura, proteggendo la salute e il benessere di migliaia di dipendenti" che lavorano in fabbrica.

Il sindaco di Fremont, Lily Mei, si è subito schierata con Musk e ha espresso preoccupazione per le implicazioni economiche che potrebbe avere uno stop prolungato alla attività di Tesla e delle altre aziende locali, chiedendo alla contea di lavorare rapidamente con le imprese su "linee guida accettabili per la riapertura". Ricordiamo che l'impianto in questione ha prodotto lo scorso anno quasi 500mila auto elettriche e rappresenta dunque una risorsa importante per la zone a sud di San Francisco.

L'attività nell'impianto Tesla sarebbe dovuta riprendere, seppur in forma ancora parziale, lo scorso venerdì 8 maggio. Minacce a parte sembra però molto difficile che si possa attuare realmente uno spostamento dello stabilimento: i tempi necessari non sarebbero inferiori ai 12 mesi, con costi troppo alti per un'azienda come quella californiana. Senza dimenticare che in questo momento si sta avviando la produzione del suv compatto Model Y sviluppato sulla base della Model 3, modello fondamentale per lo sviluppo del business di Tesla. Staremo a vedere.

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