Ultimo aggiornamento  21 ottobre 2020 16:05

Fase 2, i Comuni ridisegnano la mobilità.

Marina Fanara ·

In tutta Italia molti assessori e sindaci sono al lavoro su idee e progetti per riorganizzare gli spostamenti nel dopo lockdown. Parola d'ordine è fare in fretta e subito. Il rischio da scongiurare per tutti è un ritorno al passato, quando la convinzione generale era quella di non poter vivere in città senza disporre di un'auto. Un rischio reale ora che per paura di un contagio i cittadini tenderanno a evitare i mezzi pubblici e affidarsi al mezzo privato.

De Lorenzis: nulla sarà come prima

Di questo si è parlato nell'incontro dal tema "Superare le distanze", dedicato proprio alla mobilità urbana nel dopo Covid-19 e organizzato dal vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera dei deputati, Diego De Lorenzis. "Siamo in una fase molto delicata che coinvolge tutti, in prima persona. Quali scenari ci aspettano? Se non vogliamo vivere in città bloccate da traffico e smog, dobbiamo riorganizzare il nostro modo di spostarci per una nuova sostenibilità, approfittando proprio della ripresa ancora parziale della attività e cercando una nuova normalità, perché, come si dice, nulla sarà come prima".

I bonus a Torino

A Torino, per esempio, si sta lavorando a un sistema di incentivi innovativo per spingere i cittadini a non rifugiarsi nel mezzo privato per paura del contagio.

L'assessore alla Mobilità Maria Lapietra spiega che, per esempio, da settembre, partiranno i bonus mobilità. "Saranno riservati a chi rinuncia o rottama la propria auto e si potranno spendere non solo per l'abbonamento ai bus e per il bike o car sharing, ma anche per l'auto in leasing: si affitta il veicolo tutto il tempo che serve  e poi lo si lascia agli altri. Ma la vera novità è l'incentivo che proporremo a breve ai nostri dipendenti: chi di loro si recherà al lavoro con mezzi alternativi vedrà  riconosciuto il tempo di questi spostamenti come orario di lavoro e, in quanto tale, verrà conteggiato in busta paga".

Nel frattempo in Comune si sta provvedendo anche alle infrastrutture per bici e monopattini "usando solo vernice per delimitare la segnaletica orizzontale e verticale in modo da spendere meno tempo e meno risorse", dice l'assessore. "Si lavorerà su tre fronti: alcuni controviali saranno a 20 all'ora e disporranno della linea d'arresto per le bici avanzata rispetto agli altri veicoli, in altri controviali verranno eliminati i parcheggi per lasciare spazio alla mobilità dolce e sui grandi viali si faranno le ciclabili d'emergenza ovvero carreggiate da condividere tra auto, biciclette e mezzi pubblici".

Genova: più pedali, più guadagni

A Genova, già in questo mese di maggio dovrebbero partire gli incentivi all'acquisto di bici e monopattino che si aggiungeranno a quelli proposti dal governo e che aumenteranno in base all'uso effettivo del mezzo. Matteo Campora, l'assessore alla Mobilità dice che "a Genova finora si è fatto molto poco per la mobilità alternativa, soprattutto in bici, per via del territorio impervio. Ma non è cosi, volendo si può fare molto". Da giugno saranno disponibili due nuove piste ciclabili per un totale di circa 30 chilometri e a breve verrà lanciato il bando per potenziare lo scooter sharing e per lanciare il noleggio dei monopattini.

Bologna: subito la riforma del Codice

"A Bologna la mobilità sostenibile non è mai andata in lockdown", sottolinea Claudio Mazzanti, assessore alla Mobilità, "aree pedonali, ztl, telecamere sono rimaste sempre attive, abbiamo sospeso soltanto le strisce blu. Ora il nostro impegno è quello di anticipare al 2020 le misure previste dal Puma (Piano urbano di mobilità sostenibile, ndr) per il 2021. Si tratta essenzialmente di nuove piste ciclabili, inerenti al progetto di bicipolitana, da realizzare utilizzando semplicemente la segnaletica per abbreviare i tempi, oltre a nuove zone 30 e doppi sensi sulle strade per permettere la circolazione di due ruote e monopattini".

"Si tratta interventi non conformi a quanto stabilito dal Codice della strada: come Anci (associazione dei Comuni italiani, ndr) chiediamo quindi una modifica alle norme, un passo fondamentale ora per creare presto condizioni adeguate alla circolazione dei veicoli alternativi. Non possiamo permetterci una mobilità governata esclusivamente dalle auto, guai a tornare indietro".

Lecce: spazi pubblici aperti a tutti

"Dobbiamo rimboccarci le maniche: fino a quando i mezzi pubblici viaggeranno al 30-40% della propria capacità, rischieremo il collasso", dice il sindaco di Lecce Carlo Salvemini, "servono urgentemente iniziative che incentivino i cittadini a cambiare abitudini: bonus a chi usa la bici, ma anche a chi va a piedi. La nostra priorità, per esempio, è riaprire al più presto i lavori bloccati dall'emergenza Covid-19: percorsi ciclabili, la nuova velostazione, il bando bike sharing, le nuove regole per l'accesso in ztl".

"Per quanto ci riguarda", spiega il sindaco, "approfitteremo della necessità di ricavare nuove aree all'aperto per il distanziamento sociale di negozi, bar e ristoranti dei per ridisegnare completamente gli spazi pubblici prevedendo ztl temporanee, aree pedonali, zone 30 e percorsi adatti a ospitare bici e monopattini sull'attuale rete viaria. Ma senza trascurare il trasporto pubblico che ha un ruolo centrale nella mobilità sostenibile, va garantito e sostenuto con adeguate risorse".

Napoli: work in progress

Lavori in corso a Napoli, dice Alessandra Clemente, assessore alla Mobilità. "Non ci siamo fermati, anzi: dopo il fallimento nel 2015, presto a Napoli tornerà il bike sharing, siamo in procinto di lanciare il nuovo bando. Da giugno a settembre lavoreremo anche per partire con il bike to school così i bambini potranno tornare a scuola usando la bici e non sempre in auto con i genitori".

La città, dice l'assessore, avrà  presto i 100 chilometri di nuove piste già progettate e di cui 20 chilometri già realizzati in sede propria e con risorse del Comune. "Abbiamo stanziato ulteriori 35 milioni di euro per cambiare volto al territorio, per questo siamo work in progress: in cantiere ci sono nuove piste ma anche zone 30 e spazi ridisegnati in funzione di tutti gli utenti della strada. . Abbiamo addirittura predisposto dei tutorial con ciclisti esperti per aiutare chi non se la sente a usare la bici". 

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