Ultimo aggiornamento  10 luglio 2020 19:15

Europa, l'industria dell'auto chiede incentivi.

Redazione ·

L'Acea – l’associazione dei costruttori in Europa – lancia un piano in "25 azioni" con cui chiede aiuto ai governi del Vecchio continente per far ripartire il mercato, pesantemente colpito dagli effetti della pandemia. L'appello è fatto insieme a Cecra, Clepa ed Etrma, le associazioni che rappresentano l'intera catena automobilistica di approvvigionamento, dai fornitori di attrezzature e pneumatici, ai rivenditori e alle officine.

Il piano si articola in 25 punti chiave che, se applicati dice Acea, potrebbero garantire un forte riavvio del settore e dell'economia nel suo complesso.

Incentivi subito

Al centro delle richieste c'è uno schema di incentivi agli acquisti e agli investimenti coordinato a livello continentale e valido per tutti i tipi e categorie di veicoli in Europa. I criteri di concessione di questi aiuti dovrebbero essere univoci per tutti i Paesi e potrebbero essere coperti attingendo sia a finanziamenti dei vari stati che da quelli messi a disposizione dall’Unione europea.

Il tutto servirà anche a rinnovare il parco circolante, dice Acea, e a ridurre l'impatto ambientale favorendo la transizione verso una mobilità e una società carbon-free e maggiormente digitalizzate.

Le altre proposte

I 25 punti proposti dalle associazioni del settore non si limitano a una richiesta di sostegno economico attraverso l’incentivazione all’acquisto.

Nel documento si parla di “linee guida armonizzate sulle precauzioni legate alla salute sui luoghi di lavoro”, argomento quanto mai d’attualità in queste settimane nelle quali anche l’industria delle quattro ruote sta cercando di rimettersi in moto dopo il “lockdown” dovuto alla pandemia. Nello stesso filone si inserisce la richiesta di ampliare e formare meglio la “forza lavoro specializzata”.

Particolare attenzione alla necessità di riaprire quanto prima officine e concessionarie, mentre su più vasta scala il documento parla anche di nuovi investimenti necessari per lo sviluppo dei carburanti alternativi a basso impatto ambientale, così come per una sempre crescente digitalizzazione infrastrutturale. Attenzione, infine, anche alle regole sulla concorrenza e appello per tornare al più presto a una libera circolazione delle merci con un allineamento su scala continentale delle misure di controllo frontaliere. Infine viene richiesto di “stabilire non appena possibile un patto settoriale di competenze per il settore automobilistico”.

“E’ oramai cruciale – ha commentato Eric-Mark Huitema, direttore generale di Acea  – rimettere in moto l’intera filiera dell’automotive. Abbiamo bisogno di un rilancio coordinato attività di produzione e vendita, che garantisca la necessaria liquidità. Vanno incoraggiati domanda e nuovi investimenti, anche per salvaguardare i livelli occupazionali”. 

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