Ultimo aggiornamento  24 settembre 2020 19:37

Ferrari, bene le consegne nel primo trimestre.

Angelo Berchicci ·

Ferrari continua a far registrare risultati economici positivi, nonostante un crollo delle vendite in Cina a causa del coronavirus. La Casa di Maranello ha chiuso il primo trimestre del 2020 con un aumento delle consegne, ma avverte: il diffondersi dell’epidemia di Covid-19 in Europa e America, con il conseguente blocco delle attività, si rifletterà sui risultati del secondo trimestre, quindi il suo effetto sarà quantificabile solo a luglio. Per questo motivo Ferrari ha rivisto al ribasso le sue previsioni per il 2020.

A guidare sono i modelli V8 

Nei primi tre mesi dell’anno le consegne hanno raggiunto le 2.738 unità, facendo segnare un aumento del 5% rispetto alle 2.610 vetture dello stesso periodo del 2019. Le performance dei vari mercati sono tuttavia squilibrate: a fronte di una contrazione dell’89% in Cina, causata sia dal coronavirus sia dall’aver anticipato molte consegne a dicembre 2019, si è registrato un incremento in tutte le altre aree geografiche, il cui effetto complessivo ha più che compensato la cattiva prestazione cinese.

A guidare è l’area Emea (Europa, Medio Oriente e Africa), primo mercato per Ferrari con 1.516 vetture consegnate, in crescita del 25%, seguita dagli altri paesi asiatici (+23%). In America l’incremento è stato limitato al 4% (che equivale a 30 vetture in più). L’incremento è stato del 5,7% per le vetture spinte da motori V8, grazie alla nuova berlinetta F8 Tributo che ha affiancato le 488 Pista e Pista Spider, e del 2,4% per i modelli V12.

Pesa l'assenza della Formula 1

Lieve contrazione (-1%) per quanto riguarda i ricavi, passati dai 940 milioni di euro di un anno fa a 932 milioni di euro. Secondo la Casa di Maranello, la conseguenza sarebbe principalmente da addebitare alla mancata partenza del campionato di Formula 1, che ha privato il costruttore dei ricavi generati sia dalle gare sia dai contratti di sponsorizzazione.

Diminuiscono del 5% gli utili (da 232 a 220 milioni di euro), a causa soprattutto dei costi sostenuti per l’assenza dei lavoratori durante la seconda metà del mese di marzo, ma anche di un aumento delle cifre spese in ricerca e sviluppo. Si abbassano anche i margini di profitto, che passano dal 24,7% al 23,6%, per i quali si conferma la grande importanza dei programmi di personalizzazione e delle vetture speciali, come le Monza SP1 e SP2.

Stime riviste al ribasso

La diffusione del coronavirus, che a partire dal mese di marzo ha bloccato la produzione e costretto a chiudere le concessionarie in Europa e America, ha spinto Ferrari a rivedere le sue stime per il 2020. A causa dei volumi persi e della riduzione nel numero di gare all’interno della stagione di Formula 1, la Casa di Maranello prevede ora di chiudere l’anno con ricavi di 3,4-3,6 miliardi di euro, mentre i precedenti dati parlavano di oltre 4,1 miliardi di euro. Diminuiti anche gli utili previsti,da 1 miliardo di euro a 0,6-0,8 miliardi, mentre i margini di profitto potrebbero posizionarsi in una forbice tra il 18 e il 22% (24% nella precedente stima).   

A pieno regime dall'8 maggio

A partire dalla giornata di lunedì 4 maggio, in corrispondenza dell’avvio in Italia della cosiddetta “Fase 2” nella gestione dell’emergenza coronavirus, anche Ferrari ha avviato la progressiva riapertura dei suoi stabilimenti di Modena e Maranello, chiusi a partire dal 14 marzo. I due impianti potranno tornare a produrre a pieno regime da venerdì 8 maggio.

Nel frattempo il costruttore ha implementato il programma “Back on Track”, dotando le sue strutture delle misure precauzionali necessarie per svolgere il lavoro in sicurezza e organizzando una serie di sessioni formative con i lavoratori per ridurre al minimo i rischi sanitari.  

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